Enrico Gotti
La movida di auto è in piazza Garibaldi. C’è chi parcheggia contromano in seconda fila, chi sfoggia l’auto e fa partire la musica insieme agli amici, e poi ci sono loro, che nella festa del sabato sera sembrano pesci fuori d’acqua: i genitori in attesa nel centro della città.
Sguardo del tipo «che ci faccio qui?» mentre tutti ridono e si divertono, aspettano i pargoli parcheggiati in piazza Garibaldi. «Facciamo fatica a passare - si lamenta il primo taxista della coda di via Mazzini - a volte parcheggiano anche nei nostri posti. Oppure li troviamo contromano. Qui in piazza Garibaldi parcheggiano i giovani e anche le mamme e i papà. Adesso è peggio di prima. Per fortuna dopo un’ora o due è tutto finito e vanno a casa».
Ore 22.30, il parcheggio libero più vicino è a barriera Bixio, la strada vecchia dell’Oltretorrente è semideserta, ma già dal Ponte di Mezzo iniziano le voci e il movimento del sabato sera in centro. 32 auto sono parcheggiate in via Mazzini, 10 in piazza Garibaldi, alle 23.
Mezz’ora dopo le auto in piazza Garibaldi sono già il doppio, una ventina, c’è un via vai continuo. Non c’è una movida, ma tante movide: accanto alla chiesa di San Pietro ci sono i ventenni parmigiani, sui gradini del Teatro Regio gli studenti universitari fuorisede, intorno al Battistero le compagnie di ragazzi delle scuole superiori, e via Farini è un fiume di passi, di brindisi, sguardi e battute in compagnia. Dopo la festa restano i bicchieri, le bottiglie di birra per terra, sotto le colonne del Regio e le formelle scolpite dall’Antelami in piazza del Duomo. «Non hanno rispetto. Non glielo hanno insegnato. Non hanno i nostri genitori - dice Davide, giovane lavoratore della cooperativa Sirio, scendendo dal camioncino -. A volte puliamo e dopo dieci minuti hanno già sporcato tutto di nuovo. Di notte se ne vedono di tutti i colori, a volte rovesciano i cestini per gioco, oppure si attaccano al furgone e mentre passi lanciano di tutto sopra». A mezzanotte e un quarto al Battistero restano solo bottiglie, cartacce e pacchetti di sigarette.
Accanto al monumento al partigiano invece c’è ancora movimento: una compagnia di venti giovani suona la chitarra, dall’altra parte della scultura di Mazzacurati ci sono altrettanti ragazzi africani che ti salutano anche se non ti conoscono: «Ciao zio, ti serve qualcosa? Vuoi una sigaretta?», fumo, hashish, eppure la richiesta dei parmigiani è alta, vista l’offerta. Sono gli stessi ragazzi che prima erano seduti sul monumento a Verdi, oggi recintato dentro il cantiere. Il «parcheggio» di piazza Garibaldi intanto si è liberato di alcuni posti, mentre continua la festa.
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