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Pasimafi, ancora rapporti con le società «amiche» di Fanelli

02 Agosto 2017, 11:32

Katia Golini

Il terremoto giudiziario che ha portato all'arresto di Guido Fanelli e alle dimissioni del rettore Loris Borghi non è bastato. E nemmeno i sospetti gravi di traffici illeciti sui dati personali dei pazienti ricoverati al Maggiore in cambio di denaro hanno fermato le attività di collaborazione con società coinvolte nell'indagine.

L'inchiesta Pasimafi, che lo scorso 8 maggio ha portato la magistratura ad emettere 19 misure cautelari nei confronti di medici del Maggiore e docenti della nostra Università e esponenti del mondo della sanità pubblica e privata (multinazionali del farmaco e società del settore) in odore di avere messo in atto un vero e proprio business sulla pelle dei malati, è in corso.

Sospetti e dubbi

Il fiume di accuse e sospetti verso uomini di spicco dell'azienda ospedaliero-universitaria di Parma, tuttavia, non è stato sufficiente a tagliare i ponti con il passato, ossia a sospendere i rapporti con le società del settore a loro volta al centro delle indagini.

La convenzione

In particolare continua a fare discutere e a interessare i media nazionali la volontà dell'Università di Parma di mantenere in vita il legame con la Pls Educational (www.promoleader.com), società privata con sede a Firenze, il cui presidente del cda Bruno Cammi risulta indagato nella maxi-inchiesta («È lui che avrebbe ideato con Fanelli la rete Pihub, destinata a diventare "strumento di potere delle aziende farmaceutiche"», scrive il Tirreno-Toscana).

Lo scambio di mail

In uno scambio di mail, circolato tra gli universitari-ospedalieri, la storia di un legame su cui gli inquirenti intendono fare luce. Una storia che sembra destinata a continuare, su cui ancora non è scritta la parola fine.

Risale allo scorso 22 maggio - circa due settimane dopo gli arresti e gli avvisi di garanzia - il messaggio inviato via mail da Luigi Cammi, ceo e rappresentante legale di Pls Educational, agli indirizzi del direttore del dipartimento di Medicina e Chirurgia Antonio Mutti e al pro rettore alla Sanità Vincenzo Vincenti, in cui si chiede il rimpiazzo («temporaneo» si sottolinea) di Fanelli. Nella mail si fa cenno anche ad un incontro intercorso qualche giorno prima (il 19 maggio) all'Università di Parma proprio per discutere della sostituzione.

La richiesta a Cammi e Vincenti

Scrive Luigi Cammi a Mutti e Vincenti: «Si richiede ufficialmente la sostituzione temporanea del prof. Guido Fanelli nella sua qualità di direttore scientifico del Centro CorporaTech, sito in Parma, via Abbeveratorio, n.2 (CorporaTech è il centro di ricerca nato nel 2016 in joint-venture con Pls Educational, ndr) in quanto attualmente non in grado di assolvere correttamente a tale incarico per motivi personali dello stesso e, contestualmente, l'individuazione della persona che dovrà assumere tale incarico».

A scanso di equivoci, non ci sono ad ora collegamenti diretti tra la convenzione sottoscritta dall'Ateneo (firmata dall'allora rettore Borghi e che lasciava molto margine di azione al responsabile scientifico Fanelli) e il progetto di scambiarsi informazione sui malati al centro dell'inchiesta. Tuttavia tra Fanelli e Bruno Cammi, secondo gli inquirenti, era stata avviata un'attività fondata più sul business che sulla voglia di fare ricerca. «Scopo principale di Cammi - scrive il pm in una delle informative dell'indagine - tramite l'aiuto indispensabile del medico pubblico è di ottenere dati relativi ai pazienti in trattamento presso l'ospedale Maggiore di Parma in modo da poterli vendere alle case farmaceutiche affinché li utilizzino per interessi commerciali».

A strettissimo giro (lo stesso giorno, poche ore dopo) viene recapitata a tutti i docenti del Dimec (dipartimento di Medicina e Chirurgia) la richiesta sottoscritta da Mutti di dare disponibilità a ricoprire il ruolo vacante, a riprova che i rapporti con la società sotto indagine doveva continuare.

Scrive Mutti ai docenti del Dimec: «Cari colleghi, come sapete abbiamo una convenzione in essere con la Pls Educational, che chiede la sostituzione del responsabile scientifico del progetto, prof. Guido Fanelli, attualmente agli arresti domiciliari e conseguentemente sospeso dall'Università di Parma. Con la presente chiedo la disponibilità ad assumere tale ruolo, in modo che possiamo onorare gli impegni assunti con la convenzione. In base alle adesioni, che auspico numerose, mi farò promotore di ulteriori passi per giungere a una scelta condivisa. Chi fosse disponibile, meglio ancora se interessato, è pregato di farmelo sapere».

La posizione di Mutti

L'epilogo della storia ancora non c'è. A fare il punto è lo stesso Mutti: «Sì, abbiamo cercato un nuovo responsabile scientifico e lo avevamo anche trovato, ma dopo pochi giorni si è tirato indietro. La situazione è delicata visto che c'è un'indagine in corso».

Non è un segreto che la scelta del direttore sta facendo discutere parecchio e che nei corridoi di ospedale e università si sollevano dubbi sull'opportunità di una tale collaborazione. A tale proposito Mutti replica: «L'Università ha un contratto con la società Pls Educational e dobbiamo onorarlo senza tuttavia spingere sull'acceleratore. L'importante è non cadere nel rischio di dover pagare delle penali. Sarà comunque necessario attendere l'esito delle indagini prima di prendere qualsiasi decisione definitiva».

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