Delusione e rimpianti. E un punto che non consola. Il Parma torna da Mantova con il morale a terra. Per la seconda volta consecutiva vede sfuggire nel finale una vittoria che sembrava ormai certa, ma soprattutto vede fuggire il Venezia, che con un gol oltre il 90' batte il Modena e si invola a 7 punti (più quello virtuale degli scontri diretti). Irraggiungibile? Lo diranno le ultime nove giornate, ma la sensazione è che arrivare primi ormai sarà durissima. A Mantova il Parma non gioca una bella partita. Le tante, troppe assenze, costringono D'Aversa a schierare una formazione rimaneggiata con un attacco anomalo, e non sempre le soluzioni d'emergenza sono all'altezza delle prime scelte. Ciò nonostante, grazie anche al recupero in extremis di Nocciolini, era riuscito a sbloccare una partita che sembrava indirizzata sullo 0-0. Ma esattamente come contro il Forlì non è bastato passare in vantaggio. La stanchezza, fisica e mentale, dopo tre mesi a velocità folle, pare essere subentrata e gli acciacchi fisici stanno costando molto cari ad una squadra che, comunque sia, da quando c'è D'Aversa non ha mai perso.
Ricci titolare
Nessuna sorpresa nella formazione crociata rispetto alle previsioni. D’Aversa manda in campo un 3-5-2 che vede Iacoponi, Lucarelli e Di Cesare davanti a Bassi. Mazzocchi e Ricci (preferito a Nunzella) sulle fasce e a centrocampo Giorgino, Scozzarella e Corapi. In attacco Scaglia fa coppia con Baraye. Graziani presenta il Mantova con Guazzo unica punta e senza Marchi. Nemmeno il tempo di sistemarsi in campo che il Mantova ha l’occasione per sorprendere Bassi. I difensori del Parma cincischiano con la palla sulla riga di fondo subendo il pressing dei lombardi e la perdono. Cross in area per Guazzo che di testa conclude sopra la traversa. Il rischio corso sveglia i crociati, che cominciano a macinare gioco e nel giro di una decina di minuti vanno al tiro per due volte. Al 2’ Baraye prende palla sulla sinistra e cerca la soluzione personale con un tiro dal limite che risulta però centrale e Tonti neutralizza senza problemi. All’11’ ci prova Scaglia, anch’egli dal limite dell’area mantovana, con un bel tiro che sfiora il palo opposto perdendosi sul fondo.
Nessun pericolo
Il Parma tiene bene il controllo della gara, concede poco o nulla al Mantova, ma fatica a farsi realmente pericoloso. Per vedere un altro tiro in porta bisogna così aspettare il 24’, quando Mazzocchi serve bene in area Baraye che tira però debolmente. Tonti para senza faticare. Al 30’ ci prova Corapi, molto positivo in fase di copertura dove recupera una tonnellata di palloni, che conclude di sinistro dal limite costringendo Tonti alla respinta di pugni in tuffo. La conclusione più pericolosa del primo tempo arriva però al 34’ quando, su punizione di Scozzarella dal fondo, Iacoponi svetta con perfetta scelta di tempo e impatta sicuro di testa. La palla sfiora il palo di un nulla e finisce fuori. Il tempo si chiude con un tiro di Guazzo al volo in area che si perde in curva senza impensierire Bassi. Il bilancio della prima metà di gara vede il Parma in netta superiorità territoriale ma senza aver mai dato la concreta impressione di essere sul punto di segnare.
Secondo tempo soporifero
Il secondo tempo è decisamente peggiore del primo, per lo meno fino alla mezzora. Il Parma sembra aver perso del tutto smalto e non riesce mai ad avvicinarsi all’area mantovana. I lombardi, per parte loro, si limitano a controllare il Parma e non riescono mai a farsi pericolosi, al punto che Bassi non tocca mai la palla: non ci sono tiri verso la sua porta e non deve nemmeno uscire a sbrogliare cross pericolosi.
I botti nel finale
Il primo a cercare di sbloccare lo stallo è Graziani, che manda in campo Marchi; lo imita Tarozzi al 26’ inserendo Nocciolini. Pochi istanti dopo succede di tutto. Prima il tecnico di casa viene espulso dall’arbitro per le proteste a seguito di un calcio d’angolo concesso al Parma, poi Nocciolini stesso sblocca la partita. Bella azione di Baraye e splendido cross sul secondo palo per il compagno che stacca bene di testa e infila Tosti. E’ il tanto sospirato vantaggio che dovrebbe liberare il Parma dall’ansia. Invece succede tutto l’opposto: la paura di vincere prende i crociati che, sulla spinta veemente del Mantova, si chiudono in difesa e già al 35’ subiscono il pareggio. Lungo cross dalla sinistra a centro area dove Marchi stacca indisturbato e di testa batte Bassi per l’1-1. Ma non finisce qui. Il Mantova è galvanizzato e il Parma sembra un pugile che non riesce a riprendersi dallo choc ed è alle corde. Per un paio di volte la palla sfila davanti alla porta sguarnita senza che nessun biancorosso trovi la deviazione vincente poi, siamo al 43’, tocca a Bassi a superarsi con una splendida parata per togliere da sotto la traversa la cannonata di Di Santantonio. Infine, in pieno recupero, ancora Bassi protagonista sulla conclusione di Diogo dal limite. Finisce così con il Parma che porta a casa un punto che non lo soddisfa ma con la consapevolezza di aver seriamente rischiato addirittura di perdere. Non sono bei segnali, da parte di una squadra che fino a lunedì scorso sembrava indomabile, ma le tante assenze hanno sicuramente avuto un peso.
L'analisi
Il Venezia vince oltre il 90' (come da sua abitudine), e va a 7 punti (più il vantaggio negli scontri diretti). Il Padova batte il Santarcangelo e si porta ad un solo punto dal Parma (che ha già battuto all'andata al Tardini e che aspetta in casa il 5 aprile per il match di ritorno). La Reggiana cade a Macerata e viene raggiunta dal Pordenone. Questi i verdetti di una giornata pessima per il Parma (e che avrebbe potuto essere perfino peggiore se Bassi non ci avesse messo una pezza un paio di volte negli ultimi minuti) che a questo punto comincia seriamente a riconsiderare i propri obiettivi. La promozione diretta sembra compromessa (anche se la speranza è sempre l'ultima a morire) e il secondo posto è quanto mai a rischio. Cosa fare, quindi? Risparmiare le forze in vista dei play-off o continuare a dare il massimo? Nello sport, è un dato di fatto, allentare la tensione è sempre un errore. Arrivare ai play-off (se così dev'essere) dopo una fase di “scarico mentale” sarebbe imperdonabile, perché si correrebbe il rischio di prenderli sottogamba. Un lusso che non ci si può permettere di correre. E' vero che questa corsa al primato sta costando cara, in termini di fatica e di infortuni, ma non si può far altro che cercare fino all'ultimo di riprendere il Venezia giocando ogni partita con la stessa furia agonistica (quella che non si è vista nè lunedì con il Forlì e men che meno ieri a Mantova). Se poi il verdetto sarà negativo, come tutto oggi lascia supporre, vorrà dire che si dovrà difendere a tutti i costi il secondo posto. Scavone e Munari dovrebbero tornare presto e Nocciolini è già rientrato. Da Gubbio ci sarà anche Calaiò e la musica cambierà.
Le pagelle
BASSI 7
Fino al gol di Marchi fa da spettatore non pagante perché non tocca un pallone che sia uno. Dopo invece diventa il salvatore della patria con due interventi decisivi che evitano una sconfitta che avrebbe avuto del clamoroso.
IACOPONI 6
Non se la cava male, anche perché sono in tre difensori centrali a doversi occupare del solo Guazzo. Subisce un paio di contrasti pesanti ma riesce a tenere duro fino alla fine.
LUCARELLI 6,5
Un’altra partita senza sbavature. Dirige il traffico con la consueta autorevolezza e fa capire subito a Guazzo che per lui non è aria. Cerca di rianimare i compagni nel momento più delicato ma in questo periodo il Parma non è brillante come in passato.
DI CESARE 5
Salta a vuoto in occasione del gol di Marchi e questo non è un errore da poco. Più in generale sembra meno lucido e sicuro rispetto alle prime partite giocate con la maglia crociata.
MAZZOCCHI 5
Non convince. Dovrebbe creare la superiorità numerica sulla fascia destra ma in realtà non salta quasi mai l’uomo. Un paio di buone palle nel primo tempo poi scompare completamente dalla scena. Può e deve fare molto di più.
? SINIGAGLIA S.V.
GIORGINO 5,5
Non dà nessun apporto in fase offensiva ed è meno brillante del solito in quella difensiva. Il Giorgino che conosciamo è migliore, molto migliore di quello visto ieri a Mantova.
? NOCCIOLINI 7
Entra in campo e, alla seconda palla toccata, la butta dentro. Perfetto lo stacco di testa sul cross al bacio di Baraye confermando tutto quello che di buono ha fatto in questa stagione. Speriamo che sia completamente recuperato perché il Parma ha tanto bisogno di lui.
SCOZZARELLA 5,5
Anche lui non gioca sui livelli che gli sono abituali. Subisce anche un trattamento “vigoroso” da parte dei centrocampisti mantovani ed esce zoppicante.
? SIMONETTI S.V.
CORAPI 6,5
Ottimo in fase difensiva, dove recupera una miriade di palloni, soprattutto nel primo tempo. Anche lui come i compagni viene però meno nel quarto d'ora finale quando ci sarebbe da erigere un bel muro davanti alla difesa.
RICCI 5,5
Preferito a Nunzella nella speranza che potesse ripetere la bella prova di lunedì, tradisce in parte le aspettative. Come Mazzocchi non riesce a saltare l'uomo in fase di spinta e non dà un grande apporto alla fase offensiva.
SCAGLIA 5
Stavolta gli tocca fare l'attaccante e non gli riesce bene. Encomiabile per come si adatta ad ogni situazione ma ieri è stato del tutto evanescente.
BARAYE 6,5
Deve cantare e portare la croce in un ruolo non del tutto suo visto che non ha una prima punta alla quale appaggiarsi. Splendido l'assist per Nocciolini dopo qualche conclusione non del tutto convinta.
All. TAROZZI 6
Voto da condividere ovviamente con D'Aversa. Il Parma appare svuotato dopo tre mesi a cento all'ora. Inspiegabile il crollo dopo il vantaggio, esattamente come con il Forlì. Certo che con tanti assenti non è facile ottenere sempre il massimo.
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