×
×
☰ MENU

«Per San Carlo street food sul ponte di Casalmaggiore»

09 Ottobre 2017, 07:01

Cristian Calestani

Uno street food sul ponte chiuso? La provocazione arriva da Casalmaggiore. L’idea-scherzo è quella di utilizzare il ponte per organizzare una delle iniziative in programma ad inizio novembre per la fiera di San Carlo a Casalmaggiore. «Perché non organizziamo una festa sul ponte? – si legge in una pagina Facebook dedicata all’evento - con street food zona 30km orari pedonale ciclabile? É uno scherzo. Ma pensiamoci se il ponte dovesse rimanere chiuso per qualche anno, con accesso a pedoni e ciclisti consentito al contrario di quanto previsto sino ad ora».

Di sicuro gli organizzatori della fiera non resteranno con le mani in mano e cercheranno di combattere contro l’isolamento di Casalmaggiore dal Parmense. Come riporta OglioPoNews, qualora il ponte fosse ancora chiuso ad inizio novembre, si sta pensando ad una campagna pubblicitaria per attrarre gente alla fiera di San Carlo sfruttando il trenino elettrico degli Amici di Casalmaggiore come mezzo che dalla stazione di Casalmaggiore potrebbe poi condurre al centro del paese.

Di là da Po sono pronti a tappezzare Colorno e il Parmense con tanti manifesti: «Vieni alla fiera di Casalmaggiore in treno, ti portiamo fino in piazza». Una proposta che sembra trovare terreno fertile anche al di qua del Po. Il sindaco di Mezzani Romeo Azzali, ospite ieri del Gran Galà del Tortél Dóls di Colorno – ha subito rilanciato la sfida: «Potremmo fare sul ponte la rivincita tra l’anolino morbino di Mezzani ed il marubino di Casalmaggiore. Visto che il marubino lo scorso gennaio ha vinto la sfida alla nostra festa Al gir ‘dla cova dal gozén potremmo cercare il riscatto proprio sul ponte, ovviamente qualora fosse garantita la sicurezza».

Una battuta che cela in realtà il disagio di un intero territorio abituato ad un fitto scambio di relazioni quotidiane, oggi spezzate a metà. «Mezzani ha rapporti strettissimi con Casalmaggiore – ha aggiunto il sindaco Azzali -. Ci sono interessi economici che legano i nostri territori, ma in realtà è tutta la vita quotidiana che è caratterizzata da un fitto scambio di relazioni anche sul piano gastronomico e sportivo».

Anche a Colorno l’idea provocatoria giunta da Casalmaggiore trova terreno fertile. «Qualora fosse garantita la sicurezza per organizzare uno street food sul ponte sarei d’accordissimo – ha commentato Luciano Bergonzi, presidente della Confraternita del Tortél Dóls -. Il nostro Gran Galà è andato benissimo in questo weekend, ma un 30% di visitatori soliti raggiungere Colorno dal Cremonese e dal Mantovano in effetti l’abbiamo perso a causa della chiusura del ponte sul Po. C’è sempre stata una sana competizione tra il nostro tortello e quello di zucca degli amici di là dal Po. Purtroppo la chiusura improvvisa non ci ha permesso di organizzare un sistema di collegamento con navette tra Casalmaggiore e Colorno, ma trovo che sia pienamente condivisibile quello che stanno pensando di organizzare i casalaschi. E qualora ci fosse un invito saremmo pronti a portare anche un piatto di Tortél Dóls sul ponte».

La partecipazione alle rispettive feste e fiere, è chiaro, è l’ultimo dei problemi da risolvere in una fitta lista di disagi che si stanno vivendo da un mese tra Colorno e Casalmaggiore. Prima vengono le esigenze dei pendolari, di famiglie che hanno visto stravolta la quotidianità e di imprese che si devono arrabattare per organizzare bus navetta ed orari di lavoro maggiormente flessibili. Ma è pur sempre la dimostrazione di un territorio diviso a metà con i casalaschi abituati a spostarsi verso il Parmense per frequentare l’università, raggiungere le aziende del nostro territorio e in generale Parma, la città a loro più vicina, e i parmensi rivieraschi pronti ad attraversare il Po per fare acquisti o usufruire dei servizi dell’ospedale Oglio Po.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI