Cristian Calestani
Un unico responsabile di procedimento per la vicenda ponte di Colorno-Casalmaggiore, una sorta di «commissario», che prenda in mano la situazione e lavori per accorciare i tempi di sistemazione provvisoria dell’attuale viadotto e di avvio dell’iter della nuova infrastruttura. È questa la richiesta giunta dall’assemblea pubblica – moderata da Alberto Padovani, presidente di Italia Nostra Colorno Bassa Est – convocata nel palazzo della Venaria di Colorno dal «Comitato treno ponte tangenziale». Ad aprire gli interventi il sindaco di Colorno Michela Canova che, come prima cosa, ha illustrato al centinaio di presenti la cronistoria della vicenda ponte dalla prima segnalazione di crepe sospette del 29 agosto scorso al provvedimento di chiusura del 7 di settembre. «L’accantonamento dei 35 milioni di euro annunciato giovedì dal Governo per la messa in sicurezza delle infrastrutture sul Po – ha aggiornato il sindaco - ci fa vedere un primo spiraglio di luce in fondo al tunnel. L’ulteriore buona notizia è che quei 35 milioni di euro non sono più previsti in un emendamento della finanziaria, ma inseriti direttamente nel decreto fiscale. Questo significa che potremmo ottenere i 5 milioni necessari per la sistemazione provvisoria del ponte di Colorno-Casalmaggiore con un paio di mesi di anticipo rispetto alle prime previsioni, quindi già entro fine anno. Davanti a noi abbiamo quindi tre obiettivi principali: il primo è accelerare il più possibile l’iter dei lavori per la riapertura provvisoria dell’attuale ponte ed il secondo è di lavorare, contemporaneamente, per far passare il prima possibile la sua proprietà all’Anas, un ente rifondato e dotato di risorse rispetto al passato, in modo che si spossa sbloccare anche l’iter per il ponte nuovo; il terzo obiettivo è insistere per il potenziamento della linea ferroviaria affinché possa diventare, anche per il futuro, una sorta di metropolitana leggera in grado di collegare la Bassa cremonese e parmense con Parma città. Affinché tutto questo avvenga – ha aggiunto – ho chiesto alla Provincia di gestire il problema come se si fosse di fronte ad una calamità naturale istituendo un tavolo di crisi con tutti i soggetti interessati (Stato, Regioni, Province limitrofe, comuni e comitati di cittadini) nominando un responsabile unico di procedimento che segua costantemente la vicenda e monitori ogni passaggio». Un modus operandi, quest’ultimo, che ha trovato piena condivisione nel Comitato Treno Ponte Tangenziale. «Ad oltre due mesi dalla chiusura del ponte – ha messo in evidenza Paolo Antonini, presidente del comitato – le istituzioni non sono ancora riuscite ad individuare un responsabile unico del procedimento. Qui servono decisioni perché la situazione peggiora ogni giorno. Come comitato abbiamo chiesto la riapertura del ponte almeno a pedoni e ciclisti, ma nessuno ci ha risposto».
La richiesta: «Dare la possibilità di passare a pedoni e ciclisti»
La domanda più ricorrente è sempre quella: «Come mai oggi sul ponte non può passare, legalmente, nemmeno un pedone o una bici e sino a pochi giorni prima della chiusura passavano mezzi pesanti?». Il quesito, ricorrente tra i pendolari, è stato riproposto dal moderatore dell’incontro Alberto Padovani che si è poi lasciato andare ad una riflessione politica: «Bisogna ammettere che, sino ad oggi, la regione Lombardia ha dimostrato un’attenzione nettamente maggiore rispetto alla regione Emilia Romagna». Tra i contributi anche quelli del consigliere di minoranza colornese Filippo Allodi (Il Comune che vorrei): «Serve un ponte nuovo. La relazione della Provincia lo dice chiaramente». Per Calogero Tascarella, consigliere comunale a Casalmaggiore, invece la «soluzione non si può certo trovare a livello di enti locali. Bisogna sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica e fare pressioni». Tra il pubblico erano presenti due cittadine di San Polo di Torrile che hanno chiesto un miglioramento dei collegamenti dal Parmense verso Casalmaggiore nel corso della mattinata e, in particolare, collegamenti tra la stazione di Casalmaggiore e l’ospedale Oglio Po di Vicomoscano, provvedimenti quest’ultimi che sarebbero eventualmente di competenza delle istituzioni lombarde. Presente anche Fausto Salvini, presidente del caseificio San Salvatore di Sanguigna, che ha lamentato il calo drastico delle vendite causa assenza del traffico di passaggio sull’Asolana. c.cal.
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