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Carosello in salsa parmigiana: le réclame, gli attori, i registi

Carosello in salsa parmigiana:  le réclame, gli attori, i registi

di Vanni Buttasi

03 Febbraio 2017,04:32

Il 3 febbraio 1957 andò in onda la prima puntata. E Parma fu subito in prima fila. Scopriamo i protagonisti delle réclame

La sera del 3 febbraio 1957 sul Programma nazionale della Rai i telespettatori, dopo il telegiornale, ebbero una gradita sorpresa: infatti andò in onda la prima puntata di «Carosello», cinque filmati che contenevano un messaggio pubblicitario. Era cominciata una nuova era, che durò fino al 1 gennaio 1977. Oggi, a sessant'anni di distanza, vengono ricordati, con un filo di nostalgia, se confrontati con gli spot odierni, ma rappresentano un'antologia di «piccolo cinema» che vide all'opera in veste di registi nomi illustri come Luciano Emmer (che ne è considerato l'inventore), Age & Scarpelli, Luigi Magni, Gillo Pontecorvo, Ermanno Olmi, Ugo Gregoretti, i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, Valerio Zurlini, Pupi Avati e l'americano Richard Lester. Tra i nomi parmigiani non possiamo dimenticare autori come Piero Schivazappa, Mario Lanfranchi, che fece coppia fissa con Sandro Bolchi, lo scrittore Luigi Malerba e le attrici Paola Pitagora e Lydia Alfonsi. Ma la storia di «Carosello» l'hanno fatta soprattutto i prodotti reclamizzati: e, anche in questo caso, Parma è stata sempre in prima fila. A cominciare dalla Barilla - indimenticabile ancora oggi il «matrimonio» con Mina - per proseguire con Parmalat, Salvarani, Scic, Bormioli, Tanara e terminare con il Consorzio del Parmigiano Reggiano.

La Barilla, da subito, ha creduto nel Carosello televisivo: così, all'inizio, troviamo una serie dedicata alle fiabe celebri per i più piccoli (1958), seguita, nel 1958 e 1959, dall'album di Giorgio Albertazzi - definito, per i caroselli, da Achille Campanile «Il cigno della pastasciutta» - per proseguire con il «ballista» Dario Fo (1959) e arrivare al cult massimo: la serie giocata sul fascino della grande Mina. Dal 1965 al 1970 è stata lei il perno della svolta d'immagine voluta da Pietro Barilla. Con slogan come «C'è una grande cuoca in voi e Barilla la rivela». E diretta da registi del calibro di Valerio Zurlini, Duccio Tessari e Antonello Falqui, con i costumi di Piero Gherardi. All'inizio degli anni '70 tocca a Massimo Ranieri sostituire Mina. Il cantante napoletano sarà diretto prima da Mauro Bolognini e poi da Richard Lester. Infine Raul Casadei e la sua band di liscio diventano i «difensori delle buone tradizioni» nei caroselli di Florestano Vancini e Enzo Trapani (1975 e 1976).

Le cucine Salvarani, negli anni Sessanta e Settanta, hanno riscosso grande successo in tivù. La Salvarani, per la sua serie giocata sui rapporti uomo-donna visti dalla moglie, scelse l'attrice parmigiana Paola Pitagora che fu diretta da Valerio Zurlini (1970). Nel 1971 ci fu l'invenzione dello studio Bozzetto: la Supermano. E l'anno successivo tutta la serie venne dedicata ai lavori di Walter Molino. Per le cucine componibili Salvarani scelse Enrico Maria Salerno e il regista Paolo Taviani. Per il marchio Germal, invece, si puntò sulle scenette romantiche tra Andrea Giordana e Maria Rosaria Omaggio. Infine per la Scic va ricordata la serie animata diretta da Guido De Maria che pubblicizzava la cucina Conchiglia (1973).

Paul Campani per reclamizzare il gelato Concertino della Tanara creò Gigino Pestifero, un vero e proprio contestatore, in onda nel 1965 e 1966. In precedenza la prima serie sul nuovo gelato dell'azienda parmigiana aveva puntato sulle canzoni e su artisti come Little Tony, Edoardo Vianello, Sylvie Vartan. Nel jingle il celebre brano del Quartetto Cetra che dà il nome al gelato. La realtà italiana - siamo nel 1976 - è protagonista della serie, ideata da Emanuele Pirelli, per i bicchieri Bormioli, con personaggi, più o meno noti, su questioni di importanza sociale. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano prima puntò sugli attori Francesco Mulè e Arnoldo Foà: anche se i più piccoli ricordano, soprattutto, i «briganti mattacchioni». La Parmalat per reclamizzare lo yogurt ingaggiò, nel 1972, come mamma Paola Pitagora: il figlio era il piccolo Renato Cestiè. Per il frullato Frulat, invece, fu scelta Zeudi Araya, la «ragazza dalla pelle di luna» (1973). Infine nel 1976, sempre per lo yogurt, la Parmalat scelse come testimonial il pilota di Formula 1 Niki Lauda, che all'epoca correva sulla Ferrari.

Testimonianze

Parma artistica ha avuto, nell'arco di vent'anni, un ruolo importante nei caroselli televisivi. Il contributo è arrivato da registi come Mario Lanfranchi, anche nelle vesti di produttore, e Piero Schivazappa o da attrici come Paola Pitagora e Lydia Alfonsi. Cominciamo proprio da Schivazappa, raggiunto telefonicamente nella sua casa di Roma. «Era stata un'opportunità - puntualizza -, per pubblicizzare le caramelle Saila Menta. Ho diretto Maria Grazie Buccella, un'attrice molto conosciuta all'epoca, che compariva spesso nei settimanali di cronaca rosa». Sempre nella capitale abbiamo intervistato Paola Pitagora, che ha girato diversi caroselli, facendo la réclame a numerosi prodotti: dai panettoni alla lacca, dalla cera allo yogurt, alle cucine. «Ricordo con piacere - sottolinea - il carosello con Valerio Zurlini, un regista che stimavo tantissimo, in cui si pubblicizzava le cucine Salvarani. Ne girai uno sulla lacca Adorn e un altro, con la regia di Vittorio Taviani, per la Parmalat: il prodotto in questione era uno yogurt». Continuando nella conversazione, la signora Pitagora ci ha parlato anche di pubblicità cartacea: «Su Topolino uscì, negli anni '70, quella che reclamizzava la Polistil. Ebbe un grande successo».

La parola «Carosello» innesca una serie di aneddoti al regista Mario Lanfranchi: «All'epoca con Sandro Bolchi avevamo tre società di produzione in quel settore. I ricordi sono decisamente divertenti. Cercavamo di coniugare lo spettacolo con la comunicazione pubblicitaria. Noi, rispetto alle agenzie, fornivamo ai clienti un prodotto finito: dall'ideazione alla realizzazione. Tra i caroselli, mi piace ricordare quello dei “Futuribili” per la Mobil Oil che io e Bolchi affidammo a Mario Bava, un vero e proprio mago degli effetti speciali, per una serie di fantascienza». E lo stesso Lanfranchi ricorda anche una pubblicità interpretata da Franca Valeri. L'attrice Lydia Alfonsi - applaudita all'epoca in televisione per lo sceneggiato «Luisa Sanfelice» - è stata protagonista, nel 1966, per i colori Tintal di un carosello diretto da Luciano Emmer. Infine merita una menzione anche lo scrittore e sceneggiatore Luigi Malerba: ha collaborato alla realizzazione, per l'Agip, di una serie di storielle a pupazzi animati. van.but.

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