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Davide Adorni, l'ex crociato che ha steso il Pescara

Davide Adorni, l'ex crociato che ha steso il Pescara

11 Ottobre 2017, 08:20

L'’ultima domenica è stata una giornata speciale per il difensore parmigiano del Cittadella, Davide Adorni, che alla sua quinta presenza assoluta ha trovato il primo gol in carriera in serie B, inaugurando le marcature nel successo esterno per 2-1 a Pescara, prossimo avversario dei crociati, valso il quarto posto in classifica a meno uno dalla vetta. Il ragazzo, classe ‘92, cresciuto nel settore giovanile del Parma dai Pulcini fino alla Primavera e protagonista in Lega Pro tra le fila di Renate e Santarcangelo (nella passata stagione affrontò da titolare la squadra della sua città sia all’andata che al ritorno), ha suggellato nel miglior dei modi un inizio da favola, in cui i veneti, già ai play-off lo scorso anno, si stanno rivelando la vera sorpresa del torneo. «E’ una società serissima con le idee giuste, sembra quasi una famiglia - spiega Adorni, che nell’estate del 2012 salutò Parma per trasferirsi in prestito al Renate - si erano già avvicinati a me nel mercato di gennaio e li ringrazio per avermi dato l’opportunità di debuttare in serie B».

Quali emozioni ha provato all’Adriatico?
«Una grande soddisfazione, in più il mio gol è servito per vincere. In ogni calcio d’angolo salgo a cercare fortuna nell’area avversaria, è andata bene».

Come giudica il Pescara?
«Credo che abbiano ottime individualità e giocatori di spessore, il nostro mister Venturato è stato bravo a preparare la partita ed arginarli tatticamente. Abbiamo concesso pochissimo ai loro attaccanti».

Ed il campionato di serie B?
«Mi sembra molto equilibrato, ci vorrà ancora del tempo per capire chi potrà prendere il largo. Il livello è decisamente più alto rispetto alla Lega Pro ma il gioco, alla lunga, può darti i risultati».

Cosa ricorda della lunga esperienza al Parma?
«Giocare nella squadra della mia città era un sogno, ho fatto tutta la trafila fin dal primo anno e ci tengo a ringraziare l’allora responsabile del settore giovanile, Francesco Palmieri, che dimostrò di aver stima nei miei confronti. Per un certo periodo venni aggregato da Allievo alla prima squadra in serie B ai tempi di Gigi Cagni, fu indimenticabile».

Con chi ha legato di più?
«Sono rimasto molto amico con Defrel, abbiamo vissuto insieme in Romagna quando ero al Santarcangelo e lui al Cesena: si vedeva subito che aveva talento, velocità e tecnica. Di Lapadula mi impressionò di più il carattere, non mollava mai».

Come ha vissuto il fallimento e la successiva rinascita?
«La speranza di rientrare alla base dai vari prestiti c’era sempre poi cominciarono ad uscire quelle voci preoccupanti ed è stata una botta per tutti conoscendo la passione della piazza ed il valore dei giocatori passati da Parma. Mi fa piacere stia risalendo in fretta, l’idea è di rivederlo presto in serie A».

Che sensazione le ha fatto giocare al Tardini da avversario?
«Lo scorso anno era la prima volta, ci venivo spesso da tifoso e sapere che tra curva e tribuna avevo molti amici a vedermi è stato bello».

Le piacerebbe tornare a Parma?
«In questo momento non ci penso, il mio sogno è raggiungere il massimo col Cittadella».

Foto As Cittadella 1973

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