Gli abitanti e i commercianti del San Leonardo sono costretti da anni a fare i conti con il lato negativo della massiccia immigrazione proveniente dall’Africa sub sahariana.
Nessuno degli intervistati ne vuole fare una questione di colore della pelle, ma basta ascoltare la loro esasperazione per capire che quei gruppetti di giovani africani dediti allo spaccio, e senza alcun rispetto per il vivere civile, hanno reso invivibili alcune zone del quartiere.
Soprattutto quando inizia a fare buio. «Non mi importa da dove viene certa gente, ma è chiaro che se non rispettano le leggi devono essere cacciati. I politici non possono cavarsela dicendo che non si può fare nulla di fronte al degrado», afferma Enrico Frattini, che dalla vetrina del suo negozio di bici, affacciata su via Trento, osserva ogni giorno i problemi che affliggono il San Leonardo.
«E’ evidente che questa è una zona di spaccio – dice il suo socio, Marco Varani – con tanti italiani che si fermano a comprare. Per quanto riguarda gli spacciatori stranieri, sono persone che non hanno alcuna voglia di integrarsi nella nostra società».
Come aggiunge Sergio Bertocchi, il commercio di droga non è circoscritto a via Trento. «Abito nei pressi del Centro Torri e dalle finestre di casa mia noto un via vai continuo di auto nei punti dove si fermano gli spacciatori».
Continuando a passeggiare per le strade del quartiere, si incontrano persone esasperate, che dopo anni di lotte hanno paura a parlare. Con la voce impastata di rabbia e timore, il fiorista di via Trento indica la sua auto ammaccata: «Durante una rissa, un ragazzo ha scagliato una bici sul cofano».
Carlo Vender abita nel grande palazzo che si affaccia su via Rastelli e anche lui denuncia fenomeni di illegalità.
«Di sera qui spacciano. Diverse volte abbiamo chiamato le forze dell’ordine perché qualcuno ha forzato le porte per andare a dormire nei garage, mentre un’altra volta hanno rubato nelle cantine».
Annamaria Checchia, dipendente di un panificio lungo via Trento, dichiara: «Ci sono sere in cui c’è da aver paura a restare in negozio. Servirebbero controlli da parte delle forze dell’ordine, perché qui sembra esserci molto spaccio».
La presenza di carabinieri, polizia e vigili pare aver contribuito a ridurre certi comportamenti illegali. «I controlli sono aumentati – spiega il tabaccaio Camillo Conte – e a partire dall’estate la situazione è un po’ migliorata». P.Dall.
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