Paolo Grossi
GENOVA - Un'impresa dietro l'altra, questo Parma da oltre tre anni non finisce di stupire. E D'Aversa firma un'altra vittoria capolavoro. Si perché per battere 3-1 un Genoa in gran forma, trascinato da re Mida-Piatek, e partendo sotto di un gol dopo 6', ci voleva una prestazione di gruppo straordinaria. Che infatti c'è stata, al limite del commovente in alcuni momenti. Se Gervinho e Inglese erano stati finora gli assi nella manica, fuori loro ecco venire trionfalmente a galla le seconde linee, Ceravolo, Siligardi ieri in gol, e compagnia bella. E allora vuol dire che c'è organizzazione e fame collettiva. Poi come ieri, la palla una volta fa palo-dentro e una palo-fuori, e allora, dietro la fortuna o la jella, sono quelli i valori su cui fondare una stagione.
BOTTA E RISPOSTE
Il Genoa parte subito forte sospinto da una curva piena ed entusiasta per aver visto sin qui tre volte di fila la squadra vincere in casa. Al 6' Lazovic brucia Iacoponi e dal fondo crossa: Piatek gira bene di testa e la parabola manda la palla a colpire il palo interno più lontano e a varcare nettamente la linea prima che Sepe la smanacci fuori. Insomma, si parte dall'1-0. Il Parma però non si demoralizza e in pochi minuti guadagna tre corner, situazione questa in cui i padroni di casa difendono a zona pura con undici uomini dislocati dentro l'area. La cosa però non impedisce al Parma di pareggiare. Traiettoria tagliata di Siligardi, Di Gaudio fa un blocco sul portiere che non esce e Rigoni da un passo appoggia in porta di destro. Poi l'ex di turno, proprio sotto la curva genoana, non si comporta come Dimarco al Meazza, anzi, si scusa ad ampi gesti con i suoi ex tifosi, che però all'uscita lo fischieranno. Sempre su corner arriva quasi il gol fotocopia del primo: stacco di Piatek, Sepe immobile, palla sul palo e portiere che la caccia fuori, stavolta appena in tempo. E per fortuna, perché sul ribaltamento Rigoni verticalizza su Siligardi, bravo a sterzare in area, liberare il sinistro e calciare forte. Sulla traiettoria Criscito in spaccata imprime una deviazione che rende imprendibile la palla per Radu, che avrebbe comunque fatto fatica su quel missile. Neanche il tempo di guardarsi attorno e il Genoa capitola ancora. Barillà pennella dalla trequarti per Ceravolo che è bravissimo a smarcarsi in area e colpire di testa scavalcando Radu per il 3-1. La sarabanda non è finita perché mentre il Parma è in 10 con Gobbi che si fa medicare una ferita alla fronte, Criscito sottomisura insacca di testa su spizzata di Piontek. Palla al centro con rammarico, ma arriva la segnalazione del Var: c'è fuorigioco, rete annullata. E così si va al riposo sul 3-1 dopo 45' d'altri tempi, pieni di ribaltamenti, gol, pali, contrasti. Tre giocatori escono con la testa fasciata: sembra un'arena, ma i crociati sono avanti di due gol.
IN TRINCEA
Nell'intervallo Ballardini inserisce Favilli e Bessa passando al 4-2-4. Dopo 15' in cui si vede più Parma che Genoa, D'Aversa passa alla difesa a tre con Bastoni per Di Gaudio. E' il segnale: il Parma indossa l'elmetto e si schiera in trincea. Parte l'assedio ma Sepe fa sempre buona guardia, superandosi su un bolide di Bessa al 35'. Si gioca a una porta, ma i crociati chiudono tutti gli spazi e Gagliolo, un po' in souplesse nel primo tempo nel gioco aereo dopo essersi ferito alla testa, ritrova la solita verve. Da Cruz e Deiola subentrano e oltre a lottare sprecano alcune ripartenze. Ma le lancette corrono e i tre punti finiscono nel cassetto gialloblù.
GRANDE GRUPPO
Dopo prestazioni così c'è da dire bravi a tutti, anche se ovviamente qualcuno ha brillato più di altri. Ma l'atteggiamento, la compattezza, la fame, sono perfetti per centrare la salvezza. Poi c'è l'esperienza, e anche questa è importante. Sono questi aspetti che ieri hanno fatto la differenza. Non illudiamoci, arriveranno tempi più duri. Ma questi sono immensamente belli: godiamoceli.
LE PAGELLE
SEPE 6,5 - Parte svirgolando una palla da afferrare in presa e rischiando l'autogol. Poi però si riscatta con tre-quattro interventi non impossibili ma risolutivi sotto la curva del Genoa. E col sinistro calcia divinamente.
IACOPONI 6 - A lungo in affanno. Nel finale, quando cala la brillantezza di Lazovic e Kouamè, viene fuori la sua resistenza e la proverbiale grinta che aiutano a cementare il bunker.
BRUNO ALVES 7 - Impressiona sempre per potenza nel gioco aereo (ma in Piatek ha trovato un osso duro) e carisma nel guidare il reparto anche quando gli avversari arrivano da tutte le parti e si gioca in trenta me.
tri. Si prende un giallo evitabile.
GAGLIOLO 7 - La sua partita è stata condizionata dalla ferita all'arcata sopracciliare per cui ha preso anche tinte di eroismo ma con meno prestanza nel gioco aereo. E tuttavia nella ripresa è stato baluardo insormontabile.
GOBBI 6,5 - Avvio da brividi, con varie imprecisioni, poi anche lui sanguina dopo un contrasto. Nella ripresa cresce ed è bravissimo a interdire e provare a ripartire.
RIGONI 7 - Gol da opportunista e tanta legna fatta in mezzo al campo con quella sua corsa un po' dinoccolata che però lo porta sempre dove serve. Pare in crescita costante dalle prime partite.
STULAC 7,5 - La sua miglior prestazione in maglia crociata. C'è tanto lavoro in entrambe le fasi, doti da metronomo che stanno lievitando e la solita inesauribile corsa. Il Genoa lo ha sottovalutato, evitando di marcarlo, e ha pagato dazio.
DEIOLA sv - Peccato per il contropiede alle ortiche nel finale.
BARILLA' 7 - Un'altra superpartita. In questo momento è forse l'uomo-squadra, nel senso che strappa palloni e provvede a impostare ripartenze, si propone in avanti e mette a disposizione un gran mestiere. Suo l'assist a Ceravolo.
SILIGARDI 7 - Che abbia segnato ci fa un immenso piacere perché a saperlo un mese fa fuori lista piangeva il cuore. Ma al di là del suo valore tecnico, è l'abnegazione che fa la differenza. E se comincia a scatenare il sinistro...
CERAVOLO 7 - Un premio al gol e alla cocciutaggine con cui lo ha cercato, pur nelle difficoltà di queste prime gare in serie A. E' bravo a far allungare la squadra più puntando alla profondità che difendendo i palloni. Sembra rinascere dopo aver segnato.
DA CRUZ 6 - Politico, perché combina poco ma la sua velocità tiene in affanno gli avversari (o ci piace pensarlo).
DI GAUDIO 6,5 - La sua solita partita. Qualche spunto, pallone messo in mezzo, poca concretezza nelle conclusioni e però buona generosità in fase difensiva.
BASTONI 7 - Debutta in gialloblù in un momento molto caldo ma si mostra, pur a soli 19 anni, freddo ed efficace.
ALL. D'AVERSA 7,5 - Non sta sbagliando una mossa pur nelle difficoltà dei tanti infortuni e delle avversarie agguerrite. E' un debuttante alla guida di una neopromossa ma bisogna riconoscere che in questo avvio di stagione si sta rivelando una risorsa fondamentale. Il gruppo è organizzato e ha quasi sempre l'atteggiamento giusto. Chi subentra si sbatte, chi esce ha dato tutto. I concetti di gioco possono piacere o no, ma è bello vedere questo spirito di squadra, specie se paga, come sta facendo, in termini di punti. Sotto questo aspetto ad esempio il Genoa è più indietro. Speriamo solo che la pausa possa fargli recuperare qualche elemento.
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