Claudia Olimpia Rossi
Non lo trovi da nessuna parte un fronte-retro così, nel mezzo (direbbero qui) tra mare e montagne. Una volta era palude: dove adesso girano le biciclette cariche di bambini, salviettoni e creme solari, barchette a remi traghettavano merci e passeggeri. A lungo considerata la sorella minore di Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta è diventata il mare di molti parmigiani, attratti dalla dimensione a misura di famiglia e trovatisi talmente bene da vivere ogni nuova villeggiatura come un ritorno a casa. «Quando ho iniziato a venire qui con mia figlia - racconta Patrizia Mordacci - eravamo pochissimi, ma nel corso degli anni è cresciuta l’affluenza verso questa località tranquilla e piacevole, che sa ancora di paese, dove i ragazzi possono uscire in serenità anche di sera, cosa difficile a Parma per ragioni di sicurezza. In ventidue anni ho assistito ai cambiamenti: hanno chiuso alcuni negozi tipici e i due cinema all’aperto, Giardino e Italia, che davano l’occasione di vedere qualche bel film sotto le stelle». Le attrattive a Marina di Pietrasanta (vi si intrecciano Fiumetto, Focette, Motrone e Tonfano), sono piuttosto soft: i giovani si lamentano un po’, ma se hanno simpatici amici e buone biciclette (a patto siano poco appetibili, altrimenti non durano) le serate partono con l’aperitivo al Niki Beach e proseguono a Seven Apple, Bussola, Twiga, Capannina. La fascia d’età ideale sembra la pubblicità di un noto brand di abbigliamento: 0-16. Dalle giostrine di Cipolla alle prime vasche in via Versilia, il vero debutto in società si fa a Lemon Bar e Phone Rock, dove tra i tavoli si comunica (a voce, no messaggi) per telefono. Perla di Marina di Pietrasanta, la Versiliana: con la sua pineta secolare cara a Gabriele D’Annunzio, ospita il prestigioso Festival di prosa, danza, arte, incontri, appuntamenti per bambini («La Versiliana dei Piccoli») ed ha appena varato la mostra di opere di Salvador Dalì («Tra sogno e realtà», fino al 10 settembre). Adesso che Tonfano ha inaugurato la propria edizione di «Umbrella Street», la passeggiata serale a prendere lo stecco (frozen frullato) è molto più internazionale, anche se tutti gli stabilimenti addormentati a perdita d’occhio di qua e di là dal pontile possono sembrare un’occasione persa. «Trascorro a Tonfano - dice Federica Zanichelli - circa due mesi l’anno e mi trovo benissimo, anche perché il mio bagno è uno dei pochi ad organizzare cene ed intrattenimenti per gli ospiti. Dopo anni a Vittoria Apuana e l’adolescenza a Forte, che adesso ricorda il terminal di un aeroporto per la sfilata di vetrine griffate, vengo qui da quando Francesca era piccola: il paesino è grazioso, offre negozi caratteristici e non mancano le conoscenze parmigiane». Storico il «caccia e pesca», di classe lo studio artistico che con le sue tele marine regala uno scorcio d’azzurro mentre sorseggi il caffè al tavolino del mitico Margherita. La cugina di Federica, Chiara Delgrano, stessa spiaggia stesso mare, ha trovato l’amore vero e due anni fa è convolata a nozze in una pieve in collina proseguendo i festeggiamenti sulla spiaggia in una location da sogno velata di bianco come la sposa. Per lei e il marito, trasferitosi dalla frenetica Milano, la Versilia è un luogo speciale dove vivere. «Mi sento comunque una parmigiana doc, amo la mia splendida città, ma abitando al mare - racconta - posso apprezzarne la bellezza inedita fuori stagione, le passeggiate invernali con il clima sempre mite». Marina di Pietrasanta da ottobre cala la maschera, molti negozi abbassano le saracinesche, in attesa che tornino i turisti quando i carri carnevaleschi segnano sul calendario che il sole splende ancora. Lucia Visieri, di Torrile, ha preso casa qui, vedendo i suoi figli passare da secchiello e paletta alla tavola da surf: «Per noi è una villeggiatura ideale - spiega - e i ragazzi hanno la compagnia di amici. Ma qualche iniziativa in più per bambini e giovani non guasterebbe». Tutti d’accordo, Marina di Pietrasanta piace, nonostante il mare tutt’altro che cristallino, per usare un eufemismo, i prezzi da capogiro e il divertimento non proprio travolgente. Ma forse è proprio il quid in più: ritmi lenti, mai forzati, le camminate sconfinate sulla spiaggia lunghissima, molto più ampia che nei litorali limitrofi, o sul pontile, fiore all’occhiello di Tonfano, dove ha fatto capolino una scala che culmina semplicemente con un balconcino rivestito di marmo per scrutare l’orizzonte, la costa che curva verso la Liguria, le isole nelle giornate terse, guardando con un certo distacco la ruota panoramica illuminata dell’adiacente Lido di Camaiore, già terra straniera.
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