Monica Tiezzi
Non è stata la neve (che tutti ci aspettavamo) ma il vetroghiaccio (meno visibile e più insidioso) a mettere ko ieri la città. Nella giornata del patrono, invece di far festa in famiglia, oltre cento parmigiani sono finiti in poche ore al pronto soccorso. I servizi ambulatoriali, spiega la direzione sanitaria, sono stati rafforzati per l'emergenza: quattro ambulatori di ps ortopedico, tre ambulatori internistici (invece di due), triage ortopedico dedicato, cinque postazioni (invece di tre) di triage generale, potenziamento delle sedute operatorie. Sono stati richiamati al lavoro quattro medici, nove infermieri e 13 lavoratori fra cui tecnici di radiologia ed anestesisti.
Dalla mezzanotte di giovedì al mezzogiorno di ieri sono arrivate al pronto soccorso generale e ortopedico dell'ospedale Maggiore 118 persone, di cui 73 per traumi legati a scivoloni sul ghiaccio. Il 62% del totale, contro il 29% del 13 gennaio dello scorso anno, giornata nella quale non c'era stata l'emergenza gelo. La centrale 118 ha ricevuto 155 chiamate, di cui 75 per traumi, dalle 7 del mattino alle 10.
Situazione simile in tutta la Regione. Nelle due centrali operative 118 Emilia Est ed Emilia Ovest, fra le 7 e le 10 di ieri mattina, le chiamate sono state oltre cinque volte quelle della stessa fascia oraria del giorno prima, con un incremento del 550%: 753 le chiamate per traumi.
A fine mattina nella sala d'aspetto del pronto soccorso di via Abbeveratoia c'erano - fra pazienti e familiari che li assistevano - circa 150 persone, più un'altra ventina, ancora sulle barelle, nell'area davanti alla rampa d'accesso delle ambulanze, che hanno continuato a scaricare infortunati a ritmo continuo. Poco dopo mezzogiorno veniva chiamato il paziente numero 93 di una giornata che si preannunciava ancora lunghissima, complice anche l'emergenza influenza.
«E meno male che oggi è Sant'Ilario e tanti non sono andati al lavoro, altrimenti sai che ecatombe», trova la forza di scherzare un signore che invece al lavoro, in banca, ci sarebbe dovuto andare, seppure per mezza giornata. «Sono riuscito a fare solo pochi metri in bici sulla ciclabile di via Montebello. Davanti e dietro di me nel giro di dieci minuti, mentre aspettavo i soccorsi, sono caduti altri cinque ciclisti», spiega l'uomo tamponandosi con una busta di ghiaccio un grosso bernoccolo sulla fronte.
La testimonianza che forse più di altre rende l'idea della giornata frenetica per 118, ambulanze e pronto soccorso, è quella di una signora scivolata di prima mattina all'angolo fra via Calatafimi e via Volturno, mentre veniva in ospedale ad assistere la suocera ricoverata: «Sono rimasta in attesa dell'ambulanza per oltre un'ora. L'equipaggio ha chiamato scusandosi e spiegando che, nel tragitto, ha dovuto soccorrere altre tre persone vittime di incidenti simili, distese a terra e che si sbracciavano chiedendo aiuto». La donna, sistemata in barella per una sospetta frattura della gamba sinistra, ha atteso circa quattro ore per la visita.
A fare le spese del ghiaccio sono stati soprattutto scooteristi, ciclisti e pedoni. Come la signora crollata a terra mentre camminava sul marciapiede nei pressi di barriera Repubblica («un gran botto: mi sento tutta dolorante e credo di avere pure la febbre», dice) o l'anziana finita faccia a terra sul vetroghiaccio davanti al palasport di via Pellico: «Temo di essermi rotta il piede sinistro», dice seduta su una sedia a rotelle.
C'è anche chi in strada non è proprio riuscito ad arrivarci. Un giovane di 37 anni, che abita in zona campus, spiega di essersi schiantato a terra con lo scooter, verso le 7 di mattina, a pochi metri dal garage, sulla ripida rampa condominiale: «Sono rimasto sotto il motorino e credo che il polso sinistro sia andato» dice mostrando la fasciatura. L'attesa? «Finora, tre ore. Ma vedendo la situazione, come possiamo lamentarci?». Vittima degli scalini esterni condominiali gelati anche una giovane donna che abita in via Pietro Zani: è seduta sulla sedia a rotelle e parla a fatica per un forte dolore alla schiena.
È finito a terra sotto la sua Honda 150 anche il signore che ieri mattina percorreva viale Duca Alessandro. Intuendo che il ghiaccio avrebbe fatto altre vittime, ha preferito farsi portare in ospedale dal padre in auto, piuttosto che aspettare un'ambulanza.
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