Chiara Pozzati
Due settimane fa il primo agguato andato in fumo. Con un vetro rotto sul retro dell’«Indomita», ma niente più. Il bis però non si è fatto attendere. All’alba di ieri il circolo sportivo Arci di via Toscana è finito di nuovo nel mirino. E i malviventi hanno usato le maniere forti.
Prima hanno assicurato la grata che protegge la porta d’ingresso a un’auto, tutto con delle funi spesse solitamente utilizzate dai facchini. Poi hanno pigiato sull’acceleratore ed è bastato uno strattone per scardinarla. Quindi hanno scaraventato un tombino contro la vetrata del locale per intrufolarsi all’interno. Niente hanno potuto la sirena dell’allarme – che pure non è mai stata zittita – e il nebbiogeno.
I soliti ignoti, incuranti della fumo e del buio pesto, hanno puntato dritti alla macchinetta cambiamonete per le slot machine. Che si è smaterializzata nel buio insieme a loro. Così la (nuova) doccia gelida è toccata a una delle socie del circolo. I resti della notte brava con spaccata erano ben visibili «anche se per fortuna l’interno del locale non era completamente a soqquadro – chiosa la diretta interessata -. Certo i danni sono ingenti».
Ancora da mettere a fuoco l’entità del bottino: i soci non conoscono il contenuto della pancia del cambiamonete. Non indifferente poi la scia di danni, che ha costretto i gestori del bar a una lunga mattinata di lavori per rimettere in sesto il portone. Difficile non pensare che dietro al nuovo violento blitz ci siano gli stessi autori del precedente colpo, probabilmente naufragato per mancanza di tempo o per la presenza di potenziali testimoni. Si tratta comunque di congetture. A fare luce sul caso saranno gli uomini delle Volanti, approdati in via Toscana alle prime luci di ieri.
Un altro duro colpo al locale che accoglie ciurme di ragazzini e soci in via Toscana. Già, perché sei mesi fa scarsi era stato depredato. Ma allora il bottino fu ancor più ingente. Oltre a un prosciutto intero e ad altri salumi furono ripuliti tutti e quattro i videopoker, con una refurtiva da non meno di 5mila euro. Anche in quel caso, i predoni notturni riuscirono a espugnare il circolo non con poca pena.
Come da copione provarono a entrare facendo il giro sul retro ma, evidentemente, risultò troppo difficoltoso. Ben presto però gettarono la spugna. Troppo complicato affrontare porta tagliafuoco e sbarre. Dunque tornarono all’ingresso principale, scavalcarono il cancello e violarono la porta d’ingresso – allora non c’era ancora la grata – riuscendo a smontare il cilindro.
Anche in quel caso nonostante allarme e nebbiogeno, riuscirono a muoversi indisturbati all’interno del bar. Per tornare a bomba all’oggi, pare che almeno la macchinetta cambiamonete sia stata rinvenuta. Un guscio vuoto, s’intende, scaraventato nei dintorni degli Orti sociali di via del Garda.
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