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I commercianti: «Noi esclusi dalla festa del vino»

28 Maggio 2018, 04:00

MARA VAROLI

Eppure è così bella, non ci stanchiamo mai di scriverlo. Una delle strade più antiche e più caratteristiche, con una precisa identità architettonica, valorizzata da «piccole» vetrine di qualità e da quei gruppi di ragazzi con lo zaino sulle spalle che la animano ogni giorno. Ma via Bixio soffre ancora, soprattutto a detta dei commercianti che hanno bottega da tempo nel tratto che va dalla chiesa di Ognissanti a Barriera: «Già soffriamo per la mancanza di passaggio quotidiano, perché purtroppo molti negozi hanno chiuso - è l'appello corale -, in più quando ci sono le feste, quelle poche, addirittura veniamo esclusi».

E la festa è quella appena trascorsa, la festa del vino: «Ben vengano le iniziative, ma anche questa volta le bancarelle della festa iniziavano a piazzale Corridoni e arrivavano alla chiesa di Ognissanti - conferma Paolo Montali, mentre nella sua pasticceria, ormai storica, distribuisce ai clienti affezionati bomboloni gonfi di crema -. E in questa parte di via Bixio non c'era nessuno, anche perché la strada era chiusa al traffico fino a Barriera. La stessa situazione si è verificata per San Giuseppe: la gente passeggia fino all'ultimo banco poi torna indietro. E noi commercianti che eravamo aperti, come sempre, siamo stati penalizzati due volte: nemmeno le macchine potevano passare. Insomma, già ci sono poche feste, ma almeno che coinvolgano tutta la strada». Dal dolce al salato: «Un problema che si ripete ogni anno - interviene Tiziana Ugo della gastronomia pasta fresca «Le Chef» -. Alla domenica mattina siamo sempre aperti, ma dal momento che mi hanno messo le transenne non ho potuto lavorare nemmeno con i clienti abituali che mi raggiungono in auto. Ci vorrebbe più considerazione per noi e per questo pezzo di via Bixio». Tortelli, anolini, lasagne tutti i giorni e pesce con fritto e insalata di mare al venerdì: «Noi prepariamo anche i pranzi e le cene da portare a casa - continua Tiziana -, ma come facevo a caricare la macchina?». Anche il «Caffé Anna» è storico, ma Vira Savka è dietro al bancone dall'8 dicembre 2016. Ed è molto arrabbiata: «Tutte le volte che c'è una festa ci escludono: gli organizzatori non ci coinvolgono mai - sottolinea Vira -, per cui domenica scorsa con il deserto che c'era da queste parti alle 14 ho abbassato la saracinesca: era inutile rimanere, non sto qua per beneficenza. E questa volta ho deciso: non parteciperò più alle feste, anche perché non è la prima volta che ci lamentiamo, ma nessuno ci ascolta». Stesso umore alla «Lifteria» di Yu Ting Ting: «Siamo stati dimenticati, così come sempre accade. Tutte le volte tagliano la strada a metà: da una parte la festa con le bancarelle e dall'altra le transenne». «E noi non abbiamo nemmeno tenuto aperto - aggiunge Nicoletta Ferretti di «Net Lavanderia» -, perché la festa, anche quella di San Giuseppe, arriva sempre fino alla chiesa, ma chi organizza questi eventi deve ricordarsi che via Bixio arriva fino a Barriera: non siamo commercianti di serie B». La proposta arriva da Mauro Alberghini del bar «Baia Azzurra»: «Una festa all'anno serve poco per animare una strada, ci vorrebbe - suggerisce -un bel mercatino artigianale al sabato pomeriggio, magari nel piazzale di fronte a via Gorizia. Ogni città del mondo ha il suo mercatino di qualità: perché non farlo in via Bixio? Anche i turisti verrebbero a trovarci».

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