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VISIONI D'ARTISTA

Stefano Magnani: la natura al centro tra iper-realismo e «sur-realismo»

Stefano Magnani: la natura al centro tra iper-realismo e «sur-realismo»

17 Gennaio 2023, 09:32

Ci può essere un mondo intero dietro una sola foglia. Un mondo reale, fatto di cose da toccare, assaporare, ammirare; un mondo poetico, immaginario, onirico, ma non meno visibile e affascinante. Da qui parte Stefano Magnani, pittore sulla via dell'iper-realismo che sfocia nel concettuale. Sullo sfondo uniforme, quasi monocromo, si staglia una foglia gigante (impossibile non cogliere il riferimento ai versi di Ungaretti), con le punte increspate, le venature in risalto, le sfumature dettagliate. Come una lente di ingrandimento al suo interno si apre lo spazio - il Giardino ducale di Parma - a riprova che dal particolare all'universale il passo non è poi così lungo. La foglia diventa sipario su un luogo, rappresentato con minuzia di particolari («quella che descrivo - spiega l'artista - è una sur-realtà, tanto reale da andare oltre il vero»). Un richiamo esplicito alle meraviglie che ci circondano, alla natura da difendere, tutelare, amare.

Nasce proprio come omaggio alla natura la serie «Foglie parlanti» (in mostra nei mesi scorsi al Museo Glauco Lombardi), che, come dice il titolo, parlano e raccontano qualcosa che va al di là dell'esplicito: «Mi interessa riflettere e far riflettere, partendo dal paesaggio, per lanciare un messaggio di attenzione verso la natura senza cui l'umanità muore. Il mio primo lavoro dedicato a questo tema risale al 1978».

«Dipingo con e per passione. Mi sono diplomato all’istituto d’arte Paolo Toschi - dice l'artista di sé - e cerco di trasmettere le mie esperienze insegnando il disegno e la pittura. Grazie alla pittura ho cominciato ad apprezzare sempre più la natura che ci circonda fino a diventarne un osservatore attento e innamorato. Con la padronanza tecnica, il mio interesse si è ampliato dalla semplice rappresentazione alla consapevolezza di poter trasmettere attraverso i dipinti le suggestioni e le emozioni più profonde». Classe 1960, parmigiano, ha lavorato come orafo e incisore dal 1980 al 2005 prima di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Ha esposto dai primi anni Duemila in città e provincia. Fra le mostre personali più importanti «Atmosfere Parmensi» nel chiostro di San Giovanni e alla Galleria Cattani Bologna, nel 2002.

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