LA POLEMICA
«Il mondo al contrario», il libro auto pubblicato dal generale Roberto Vannacci, è diventato un vero e proprio «caso», partito dalla pubblicazione di alcuni passi del libro da parte di un quotidiano e finito con la recente destituzione dello stesso Vannacci dal comando dell’Istituto geografico militare.
«Se le richieste dovessero aumentare e se venisse creato un canale distributivo tale da comprendere le librerie, cercheremmo di accontentare le richieste dei lettori - affermano alla libreria Fiaccadori -. Certo, non lo terremmo in vetrina o esposto con una pila dedicata, ma non siamo per fare censure». La stessa cosa pensa Pietro Pelizzoni de La bancarella: «Le persone richiedono il libro perché sono curiose, è un volume che ha fatto tanto parlare, che ha aperto un ampio dibattito, è normale che la gente voglia leggerlo, indipendentemente dall’affinità o meno di pensiero - dichiara -. La curiosità nasce proprio perché, anche nel male, se ne parla. Quindi sì – ribadisce – se ci fosse la possibilità, lo venderei».
La gente, non c’è dubbio, è attratta dal libro di Vannacci. Lo dicono anche i numeri che il libro registra su Amazon: al momento sono circa 22 mila le copie vendute del suo volume. Che se ne parli bene o male, che si prendano o meno le distanze, intanto Vannacci pare abbia incassato dalle vendite circa 150mila euro. Un successo previsto dall’autore stesso: «Alla fine hanno fatto una grande pubblicità al libro - rispondeva nei giorni scorsi ai tanti che lo hanno intervistato -, le vendite aumenteranno».
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