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architettura

Daniele Pezzali - Studio Gaau

Leggerezza illuminata e sostenibile

Daniele Pezzali - Studio Gaau

27 Gennaio 2025, 09:53

Distesa sul crinale delle colline di Barbiano, poste fra i il castelli medioevali di Torrechiara e di Felino, questa residenza progettata dall'architetto Daniele Pezzali dello Studio Gaau, si pone al cospetto del sorprendente panorama che la sua favorevole collocazione le regala; la propizia ubicazione che le antiche fortificazioni usufruivano per arroccarsi e controllare il territorio con lo sguardo all’orizzonte qui diviene il privilegio dello schiudere verso il paesaggio le varie fasi dell’abitare.
In contrapposizione all’idea di grande trasparenza sulla veduta che caratterizza questa casa, il fronte stradale, appartenente alla preesistente casa colonica, si mantiene “chiuso”, solida memoria storica e genesi dell’intervento contemporaneo.


Sulla strada, il diaframma tra il passato e il nuovo edificato porta il carattere evidente dell’accesso ora “segnato” da un rivestimento in lamiera di ferro grezzo che copre l’incoerente muratura aggiunta in epoche successive.
Da qui prendono forma gli sviluppi del progetto; l’ampliamento si presenta dapprima come un’alternanza di pieni e vuoti, punti di fuga e prospettive diverse che conducono, attraverso le vetrate continue, alla grande “terrazza” protetta dal generoso aggetto e dove, per gran parte dell’anno, si estendono all’aperto le funzioni proprie dell’abitare.
E’ un intervento che persegue il diramarsi sul piano orizzontale, sul piano del territorio, e con esso ambisce ad entrare in simbiosi; pochi “muri”, ma pareti di vetro che si aprono sul verde e fanno entrare giardino e bosco nella casa, smaterializzando i volumi e definendo i contorni con trasparente leggerezza, come un unico tratto posato sul prato cerca di dissolvere il suo limite nel paesaggio.
Spina portante del progetto è il muro che ortogonalmente al fronte su strada attraversa per trentun metri la residenza, riferendo a sé le diverse parti che compongono l’edificio. Una funzione strutturale non per elementi che lo sovrastano ma per porzioni che vi si attestano e si affiancano; un muro carico di segni e tagli, collettore tra giorno e notte, tra spazi protetti e aperti separati nella continuità percettiva dall’etereo diaframma del vetro.
L’approccio alle tecniche bioclimatiche, la ricerca del comfort ambientale e dell’efficienza energetica, la ricerca sulla sostenibilità ambientale, l’utilizzo delle tecnologie adottate e dei materiali impiegati hanno accompagnato la progettazione architettonica con il preciso obbiettivo di fornire ai committenti un alto livello di benessere abitativo.
Lo studio delle geometrie solari per un corretto orientamento e distribuzione dei vani interni ha permesso di sfruttare al meglio gli apporti solari per la climatizzazione invernale.
Gli ampi aggetti permettono di evitare l’abbagliamento e l’irraggiamento solare diretto, salvaguardando in tal modo la naturale climatizzazione estiva che in tal modo, potendo usufruire delle brezze di crinale, non necessita di alcun sistema meccanico di raffrescamento.
La fornitura di energia per la copertura della fase di riscaldamento è integrata dallo scambio di calore con il terreno attraverso un sistema di tubazioni distribuite sotto la fondazione, oltre all’utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici.
L’efficienza dell’impianto è garantita da un sistema di riscaldamento a bassa temperatura alimentato da caldaia a condensazione e da un impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore.
Il recupero delle acque meteoriche, dedicato all’uso irriguo del verde autoctono, avviene per accumulo in cisterne interrate.
k.g.

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