VISIONI D'ARTISTA
C'è qualcosa che pullula nel quadro: il giallo accende la tela, la illumina e fa esplodere lo spazio dominato dalla lastra (dipinta) di un marrone metallico che sembra sporgere come una quinta, un inserto solido e predominante. La scena, in uno spazio minimo, posta di lato, è animata da fili di rame, corde, polvere di piombo, mischiati al colore acrilico. L'effetto è ingannevole. E qui sta il gioco, la meraviglia. Non ci sono regole né stili classificabili nell'opera di Marco Pezzoni, artista colto e meditativo. Solo libertà totale di sperimentare colori e materiali alla ricerca di nuove prospettive e evoluzioni. Della tecnica, ma prima di tutto del pensiero. Niente è mai uguale a se stesso nella vita delle cose, niente deve restare uguale nelle tele, realizzate pensando che il tempo avrebbe fatto (o avrebbe dovuto fare) la sua parte e che le cambierà inesorabilmente per sempre.
La libertà dunque, il filo conduttore di una produzione sterminata ma ancora poco nota. Sono tutte «Senza titolo» le tele di Pezzoni, come se l'autore non volesse in alcun modo condizionare lo spettatore, influenzandone la percezione. Accosta pezzi, utilizza colori acrilici e oli, inserisce muffe, metalli, polveri, minerali. Libertà, l'unica costante.
Figlio di mugnai, originario di Zibello, Pezzoni scopre affinità con la pittura fin da giovane. Capisce presto che non avrebbe portato avanti l'attività di famiglia. Si iscrive all'Istituto d'arte Paolo Toschi e, subito dopo il diploma nel '68, parte per un viaggio in moto in India. Chi lo conosce bene sa che quell'avventura totale farà da spartiacque. Quando torna ha le idee ancora più chiare: vivere semplicemente, badando alle cose importanti esclusivamente.
Dipinge, insegna disegno e storia dell'arte al Marconi, viaggia (soprattutto in Grecia, il luogo del cuore che non smetterà mai di abitare), lavora anche come grafico insieme alla moglie Bruna Grossi finché lascia tutto e si dedica alla pittura esclusivamente. Non sono tante le mostre di cui resta traccia. Tutte però con presentazioni di firme illustri da Andrea Calzolari a Gloria Bianchino. Per scoprire il percorso artistico di un personaggio da riscoprire e studiare, deceduto a soli 62 anni nel 2012 a Borgotaro, si può visitare la mostra «Le immagini del possibile», in corso alla Galleria Bianca del Cubo di via Spezia fino al 22 novembre. L'universo di Marco Pezzoni sorprende e incanta per la costante mutevolezza e la forza espressiva delle forme.
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