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Mamma Rosa: una cucina a tutto pesce delicata e di qualità

Mamma Rosa: una cucina a tutto pesce delicata e di qualità

Torno dopo sette anni in questo che è tra i «nostri» migliori ristoranti di pesce. «Nostro» anche se in provincia di Reggio (appena passato il ponte sull'Enza, venendo da Traversetolo, non mancate la stradina che scende e porta al parcheggio di un centro sportivo e del ristorante), perché il cuoco è innamorato della nostra città e parla in un curioso mix di dialetto parmigiano e reggiano con l'accento lucano delle sue radici. Antonio Torino, ora affiancato dai figli Fabio in cucina e Gian Luca in sala, ha un lungo curriculum, significativi riconoscimenti (anche una stella Michelin, follemente abbandonata quando, anni fa, volle trasformare il ristorante stellato in una semplice trattoria) e sempre la stessa passione per il pesce di mare con cui esprime tutto il proprio talento, sostenuto da perizia tecnica e fantasia.

Sale molto curate, tavoli distanziati, rispetto delle norme sanitarie e subito grissini croccanti, pane migliorabile, carta dei vini ridotta nella quantità, non nella qualità, con prezzi adeguati: molte bottiglie non sono segnalate e allora chiedete e facilmente sarete accontentati.

La cucina, i piatti
Al menu il cuoco aggiunge quanto ha trovato al mercato, varia le preparazioni secondo il suo estro elettrico e, attenzione, la pasta se la volete arriva alla fine del pasto prima del dolce, per non togliere posto al pesce. Frutta e verdure accompagnano ogni piatto o sono base per salse rinfrescanti, a cominciare dalla grande degustazione di crudo (pesci e crostacei) completa di ostriche (40 euro) o per il salmone scozzese da allevamento estensivo affumicato in casa accompagnato da frizzante salsa al kiwi e Martini. Porri e mandorle per le capesante alla piastra; fette di pesca, more, lamponi, ribes, palline di anguria a comporre, con polpo al vapore, un piatto dal bell'impatto visivo e di grande freschezza con leggera vinaigrette al condimento balsamico.

«Oggi non mi convincevano le alici di Monterosso, ma ho trovato dei calamari nostrani dalla freschezza squillante...» e allora sia per il fuori menu: cremosa salsa di patate e calamari appena saltati col loro nero e tutto si scioglie in bocca in armonia ghiotta dal profumo di mare. E avanti con la «seconda maniera»: la stessa morbidezza, in superficie appena croccante, per gli stessi calamari fritti assieme a zucchine e carote. Ora tocca ai primi e ancora: «Ho visto che ne ho molto nei vasi e allora oggi ho fatto degli gnocchi di patate col basilico, un sughetto all'astice, carciofo, pomodoro fresco, due cozze...» ed è già tutto detto. Poi cappellacci con intenso ripieno di baccalà e spinaci, uno scampo aperto per contorno, bisque di crostacei e profumo di menta.

Ora tocca al dessert, ma: «ho ancora qualche “vera” cipolla di Tropea» e allora eccole, cotte nel lambrusco locale e zucchero, a fare da base a due mazzancolle alla piastra.

Per finire
Sorbetti di frutta fresca, gelato al pistacchio di Bronte o allo zenzero, zuppa inglese. I prezzi: antipasti 13-18; primi 15-16; secondi 18-30; dolci 8. Menu esposto, ingresso con scale, bagni e parcheggio comodi.

Non mancate
Calamari, cappellacci


 

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