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La Lampara, pesce di giornata e sapori di Liguria in grande semplicità

La Lampara, pesce di giornata e sapori di Liguria in grande semplicità

Da La Spezia verso Portovenere e, oltrepassato lo stadio del calcio, si prende una strada sulla destra con l’indicazione Campiglia. Si sale nel bosco fin che si arriva sul crinale e a questo piccolo gruppo di case: si parcheggia lungo la strada, si scende per il sentiero che porta al mare: il ristorante è subito lì sotto. La grande sala è affacciata sullo specchio lucente del mare: la Corsica e, più a sud, l’isola d’Elba si intravedono all’orizzonte e «Sono di fronte a casa nostra», dice orgoglioso il patron. La vista è superba, l’accoglienza gentilissima e quasi timida. Semplici arredi, tavoli distanziati: appesa al muro, la prima padella usata dalla «miglior cuoca» Maria porta la data del 1956 ad indicare l’inizio di una tradizione che continua.

La cucina, i piatti
Ogni giorno si scende a La Spezia per il pesce che pescatori amici hanno appena portato a riva: pesce locale, di giornata, ricco o povero, sempre pieno di sapore. Poi lo si cucina secondo le regole della tradizione ligure, con tutta la cura necessaria a metterne il luce le qualità. Una piccola lista di proposte e la possibilità, fuori menu, di qualcosa di carne per chi non mangia pesce. L’orto ora dà poco, le viti che scendono fino al mare hanno dato una buona vendemmia da cui il patron ha fatto il suo vino. Albarola, Vermentino, Bosco sono le uve locali che, a seconda della minore o maggiore distanza dal mare, danno un vino (recita la carta) con parziale vinificazione in bianco, alla locale «maniera bastarda», più o meno strutturato. Scelto quello sfuso di più facile beva, ecco un vino dorato con sottili sfumature ambrate, richiami iodati e salmastri, i profumi e i sapori della macchia mediterranea. Qualche altra bottiglia di produttori noti e l’Harmoge di Walter De Battè, uno dei migliori bianchi italiani. Si comincia con la successione degli antipasti: le acciughe marinate con a contrasto una dolce marmellata di cipolle, quelle di casa sotto sale appoggiate su un crostino di pane e rabbonite da un ricciolo di burro. Ora è il momento della parmigiana di pesce, della triglia fritta allo zafferano, delle frittelle di baccalà con la menta. Delicato pesto al basilico per sodi tagliolini di pasta fatta in casa con poche uova nell’impasto per non coprire i condimenti; gli stessi tagliolini con salmastro ragù di rossetti; tagliatelle con equilibrato sugo di scampi su una saporosa salsa con uova di pesce e profumo di limone. E ancora; gnocchi di patate ai gamberetti e risotto al sugo di astice. Ai secondi, l’inevitabile fritto misto, asciutto e morbido, è con gamberi, qualche alice, la triglia, i calamari; per i più pazienti, la ricompensa sarà una ricca zuppa alla ligure con i pesci interi e pomodori; la griglia mista ha morbida seppia, scampi e gamberoni, un elegante sanpietro: tutto freschissimo e coi sapori in evidenza. Catalana di frutta con scampi e gamberoni e pescato del giorno all’isolana completano l’offerta.

Per finire
Si chiude con crostate alla marmellata d’arance o di pesche; il tiramisù con caramello salato; ricotta e zafferano; il passito di casa coi biscottini secchi alle mandorle. Prezzi: coperto 2 euro; antipasti 15; primi 15; secondi 14-20; dolci 5. Menu non esposto, bagni con gradino, parcheggio nei dintorni.

Non mancate
Tagliatelle, griglia del giorno

Chichibìo

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