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Parma -

Domenica 11 Gennaio 2026


il ristorante

Tre Ville: la qualità nel piatto tra tradizione e prodotti selezionati

Tre Ville: la qualità nel piatto tra tradizione e prodotti selezionati

Questo antico e accogliente casale contadino, capace di ospitare molti commensali nella grande sala e nelle salette più raccolte, è il fulcro delle molte attività nel settore della ristorazione che la famiglia Dall’Argine svolge anche in altri locali di città e provincia. Qui sono all’opera soprattutto Barbara in cucina e Luca in sala con tutti i collaboratori necessari per un servizio rapido ed efficiente che non dimentica il sorriso. Luca sfoggia giacche sgargianti e consiglia i vini di una cantina dove a una robusta sezione di etichette del territorio si aggiungono referenze dalle regioni italiane, metodo classico, champagne e molte proposte a bicchiere. I tavoli sono comodi e senza tovaglia, i tovaglioli in cotone.

La cucina, i piatti
«Cucina di casa -dichiara il web-, quella che affonda le radici nelle ricette locali, dai grandi classici a base di paste all’uovo e arrosti, a qualche reinterpretazione in chiave più moderna» e questo è. Si può aggiungere la ricerca di prodotti e fornitori di qualità non solo locali e una mano attenta a non troppo caricare i piatti, cercando equilibrio e sapore, spesso verdure, qualche proposta vegana. Agli antipasti assume una posizione di rilievo la torta fritta abbinata a combinazioni di ingredienti che, da semplice appendice dei salumi, la portano ad essere una proposta ricca e golosa. Presentata in forma di triangolo e con prosciutto cotto Branchi, radicchio tardivo e tartufo bianco; con insalata russa e spalla cotta; in versione vegetariana con hummus di ceci, pomodorini confit, semi di zucca; con la mortadella Artigianquality, Gorgonzola e pistacchi. Poi i salumi del territorio serviti ognuno in un piatto diverso per valorizzarne la qualità: sono buoni culatello di Zibello e prosciutto con trenta mesi di stagionatura; è ottima la spalla cruda di Palasone fragrante e dal sapore intenso e lungo; ghiotta e fondente la spalla cotta calda con mostarda e insalata russa; per i più golosi le alici piccanti Rizzoli. Ai primi la delusione del tartufo bianco che, pur generosamente servito, resta povero di profumo e di sapore: i tagliolini erano tuttavia sodi e dal buon sapore di pasta fatta in casa. Meglio i fondenti gnocchi di patate con morbido ragù di coniglio grigio di Carmagnola, molte verdure e la ricotta affumicata a dare rilievo al tutto. E ancora: fusilloni Barilla con ragù di cinghiale; risotto Acquerello con rapa rossa, zafferano e bufala; tortelli d’erbetta o di zucca; vellutata vegana di zucca; anolini in brodo. Tra i secondi, è perfetta per queste giornate fredde l’enfasi, saporita e gommosa quanto basta, della mariola con mostarda di anguria e soffice purè di patate; è ricco di sapore tra dolcezza, note vegetali e speziate, il petto di faraona arrosto farcito con marroni, contornato da purè di porro, sedano rapa, zafferano e ricoperto da lamelle di tartufo. E ancora: rosa di Parma; guanciale di maiale nero (San Paolo); tagliata di Fassona (Cazzamali); pesto di cavallo (macelleria 1881); baccalà mantecato e alici Rizzoli; polpo alla piastra.

Per finire
Il buon gelato di casa o la chantilly allo zabaione accompagnano il natalizio panettone artigianale e poi: sbrisolona, creme brulée, profiteroles, gelato al cioccolato, sorbetti. I prezzi: coperto 3 euro; antipasti 9-18; primi 15-18; secondi 18-26; dolci 6-10. Aggiunta di tartufo circa 10 euro; menu vegano e per diabetici. Ingresso, bagni, parcheggio comodi.

Non mancate
Petto di faraona

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