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Fattoria lager, botta e risposta in Regione tra Fiazza e Fabi: «Pochi controlli», «Ma era un allevamento»

«Fattoria lager, pochi controlli»«Ma era un allevamento»

25 Marzo 2026, 20:08

«Quello che è emerso è un quadro che lascia senza parole. Ci tengo innanzitutto a ringraziare i carabinieri forestali e il personale dell’Ausl perché grazie al loro intervento è stato possibile mettere fine a queste atrocità e salvare gli animali ancora vivi».
Il consigliere regionale della Lega Tommaso Fiazza, intervenuto ieri mattina in Aula con un’interrogazione a risposta immediata, ha riacceso i riflettori sul caso degli animali trovati in condizioni critiche in un’azienda agricola di Parma, certificata dal sopralluogo congiunto del 13 marzo scorso tra carabinieri forestali e servizio veterinario dell’Ausl con animali denutriti, in sofferenza e addirittura decine di carcasse in stato di decomposizione.
Il consigliere leghista ha chiesto quindi di sapere «se la giunta sia a conoscenza dell’accaduto e quale giudizio intenda formulare circa i protocolli adottati dal servizio veterinario nel corso dei controlli periodici».

La risposta è stata affidata all’assessore alle Politiche per la Salute Massimo Fabi: «Come evidenziato dal consigliere Fiazza il sopralluogo è stato condotto dal Servizio veterinario dell’Ausl insieme al Nucleo carabinieri forestale di Parma a seguito di ripetuti tentativi di accedere da parte dei servizi competenti senza però trovare, prima di quel momento, la collaborazione da parte della proprietà. Per questo è stato richiesto l’aiuto dei carabinieri per il sopralluogo che ha accertato una situazione di grave compromissione della condizione del benessere degli animali e sono state quindi attivate le misure necessarie per interrompere tale situazione critica e tutelare gli animali».

Nel ricostruire la dinamica dei controlli, Fabi ha sottolineando come l’accesso alla struttura sia stato possibile solo con il supporto dei forestali e su autorizzazione della Procura, a causa della mancata collaborazione della proprietà. La struttura, ha poi precisato, «è censita per l’allevamento di animali di vario genere, ma non è riconosciuta come rifugio di animali in difficoltà, quindi i controlli avvenivano nel rispetto di tale formula. Alla luce di questo, non appare una carenza dal punto di vista dei controlli, bensì una situazione che è stata individuata e fermata».



«La risposta della Giunta mi soddisfa in parte - la controreplica di Fiazza - soprattutto per la netta condanna dei fatti e per aver smascherato le falsità di chi gestiva la struttura. Il benessere animale è una priorità, rafforzata anche dalle recenti normative nazionali, e chi svolge un servizio a contatto con gli animali deve farlo nel rigido rispetto della legge. Non permetteremo che situazioni di tale gravità vengano intercettate solo quando è troppo tardi. Come Lega continueremo a vigilare con estrema attenzione, soprattutto a tutela delle tante associazioni e dei tantissimi volontari che operano correttamente, spesso mettendoci non solo tempo ma anche risorse proprie, che non devono vedere minata la loro credibilità da episodi simili». 

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