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Polizia di Stato

Allarme in via Venezia: aggredisce gli agenti e nasconde due coltelli. Arrestato un 28enne

Pomeriggio di tensione in un'autofficina. La volante è arrivata su segnalazione di una dipendente

Arrestato 28enne ghanese per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale

02 Aprile 2026, 12:15

Pomeriggio di tensione in via Venezia, dove un 28enne ghanese, regolare sul territorio nazionale e con precedenti, è stato arrestato in flagranza dalla Polizia per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L’allarme scatta intorno alle 15: una dipendente di un’autofficina segnala alla sala operativa un uomo in forte stato di agitazione che starebbe danneggiando alcune auto. Gli agenti trovano tre lavoratori e l’uomo indicato, in evidente alterazione e con atteggiamento aggressivo.

Invitato a declinare le generalità e a spiegare il suo comportamento, rifiuta di collaborare, si allontana verso la strada e cammina in mezzo alla carreggiata ignorando i ripetuti ordini di fermarsi. Secondo la ricostruzione della Questura, l’uomo si volta poi con fare minaccioso tentando di aggredire gli operatori. Ne nasce una colluttazione: il 28enne oppone una violenta resistenza e colpisce al volto uno degli agenti. Le lesioni riportate sono giudicate guaribili in quattro giorni.

Bloccato, l’uomo viene perquisito: nascosti dietro la schiena, infilati nei pantaloni, gli agenti rinvengono due coltelli da cucina di grandi dimensioni, con lame di 21,5 e 27,5 centimetri. Le armi vengono sequestrate.

Dalle prime verifiche emerge che il 28enne si sarebbe presentato in officina senza un motivo apparente, avrebbe minacciato una dipendente e afferrato il registratore di cassa simulando di scagliarlo contro la donna. Avrebbe inoltre protestato per un acquisto di pneumatici dei giorni precedenti, pretendendo la restituzione del denaro.

Dopo la convalida in direttissima, all’uomo è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria. Oltre all’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, è stato denunciato per rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale e per porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Sul punto, il recente Decreto Sicurezza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 febbraio, ha inasprito l’articolo 4 della legge 110/1975: chiunque, senza giustificato motivo, porti fuori dall’abitazione strumenti con lama affilata o appuntita oltre gli 8 centimetri rischia la reclusione da sei mesi a tre anni. I coltelli sequestrati rientrerebbero nella fattispecie.

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