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Addio al «maratoneta in carrozzina»

Lunedì mattina i funerali di Francesco Canali. Premi, imprese benefiche e sportive, un simbolo di coraggio: una lezione di vita - Foto: l'album dei ricordi

Domani il rosario, sempre nella chiesa della Trasfigurazione di via Sidoli

 Premi, imprese benefiche e sportive: il coraggio di un eroe

22 Giugno 2024, 19:24

Si terranno lunedì mattina i funerali di Francesco Canali, anch’egli vittima di Sla. L’ultimo saluto alle 11.30 nella chiesa della Trasfigurazione di via Sidoli, dove domani sera sarà recitato il rosario.

Francesco Canali, simbolo di coraggio e tenacia: ecco le sue imprese, la sua lezione

Francesco Canali, per tutti i parmigiani «Il maratoneta in carrozzina», è sempre stato, ed è rimasto anche dopo la malattia, uno sportivo e un alpino e di entrambe le sue «anime» ha saputo incarnare i valori fino a quando, ieri mattina, a soli 56 anni, si è incamminato verso quello che le penne nere chiamano «Il Paradiso del Cantore» o, come aveva scritto lui stesso in un articolo per la «Gazzetta», è terminata la partita della vita. Una partita che non è certo stata persa: Francesco ha infatti lasciato una ricca «eredità», con l’esempio dato a chi soffre e con le tante iniziative organizzate usando come «braccia» gli amici di sempre e chi, grazie anche alla risonanza delle sue imprese, aveva voluto dare un aiuto.
Francesco lascia mamma Maria Cristina e papà Luigi, le figlie Laura e Martina e la moglie Antonella. Domani alle 19 nella chiesa della Trasfigurazione di via Sidoli sarà recitato un rosario; i funerali saranno celebrati lunedì alle 11.30, sempre nella chiesa della Trasfigurazione.
Giocatore di basket fin dai tempi delle elementari – e convocato anche per un provino dalla Nazionale cadetti –, ha scritto a lungo di sport (e non solo) per la «Gazzetta» e diverse altre testate. A 33 anni aveva deciso di darsi al podismo. Ed è stato proprio allenandosi per la maratona di New York che ha capito che qualcosa nel suo fisico non «girava» nel modo giusto. Nel 2004 arriva la diagnosi: Sclerosi laterale amiotrofica. Una gran brutta sentenza, e anche un fardello da portare quasi da solo, visto che in famiglia c’era già la grande preoccupazione per il fratello minore Giuseppe, a cui era stato diagnosticato il tumore che, cinque anni dopo, lo avrebbe portato via. Ma mano a mano che la malattia si faceva strada, il «passo» di Francesco si è fatto più veloce e più ampio. Già in carrozzina, durante una pizzata, lancia l’idea di farla lo stesso, la New York City Marathon che aveva in mente, sfruttando i muscoli e il fiato di quattro amici. Alla fine, la maratona non sarà a New York ma a Palm Beach, in Florida. La sua impresa diventerà un grande movimento di sensibilizzazione sulla la Sla e le tantissime iniziative organizzate per raccogliere fondi si trasformeranno in aiuto concreto per le persone colpite dalla stessa patologia.
L’entusiasmo contagioso di Francesco è riuscito ad aggregare persone di «mondi» diversi e a convogliare la loro energia nel progetto «Vinci la Sla».

LE IMPRESE
La più famosa, che gli vale il soprannome di «maratoneta in carrozzina», è la corsa di Palm Beach: i 42 chilometri e 195 metri fatti sulla carrozzina realizzata appositamente per lui da Alex Zanardi e spinta da quattro amici: Gianfranco Beltrami, Andrea Fanfoni, Gianluca Manghi e Claudio Rinaldi. È il 5 dicembre 2010. Tutta la città fa il tifo per l’«Aisla running team», l’arrivo è un momento molto commovente, perché rappresenta il coronamento di un sogno. Dopo la maratona, Francesco partecipa anche a un congresso mondiale sulla Sla, in corso a Orlando. E, al ritorno in Italia, l’allora sindaco Pietro Vignali e il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli organizzano un’accoglienza degna di una star.
Poi, l’anno dopo, i 10 chilometri della Cariparma Running spinto dal vescovo Enrico Solmi e la Maratona di Venezia, trainato da Alex Zanardi con la sua handbike. Una coppia così straordinaria non poteva che amplificare il messaggio di Francesco: fino all’ultimo istante si combatte per la vittoria. Con Gianluca Manghi «corre» in carrozzina la Maratona di Padova.

LA RACCOLTA FONDI
Le imprese sportive sono la punta dell’iceberg. Il primo obiettivo di Francesco è raccogliere fondi da destinare alla ricerca sulla Sla e al supporto dei malati. Le iniziative sono tantissime: grazie al suo carisma, crea una «squadra» di centinaia di amici. Dall’inizio del 2010, al suo fianco «corrono» la Nazionale cantanti, che destina a «Vinci la Sla» parte dell’incasso della Partita del cuore al Tardini; gli amici del basket, che giocano in quattrocento una partita-maratona di ben otto ore; il Cus Parma, che destina al progetto il ricavato della vendita dei pettorali della Cariparma Running; il Parma baseball, con l’iniziativa «Battiamo la Sla»; il Full Monty di Busseto, che organizza l’evento «Un gol contro la Sla»; le star della lirica che, invitati da Mauro Biondini, danno vita, poco prima della partenza per la Florida, al concerto «Parma canta per la Sla», con lo spettacolo emozionante di un Regio tutto esaurito. L’applauso dei ventimila del Tardini prima di un Parma-Inter, le iniziative dei bimbi della scuola Racagni, degli Alpini di tutta la provincia, l’asta dei quadri del pittore Vittorio Ferrarini, le centinaia di partecipanti all’«Ice Bucket Challenge», sfida avviata per strappare un sorriso a Francesco e arrivata a raccogliere migliaia di euro.

BENEFICENZA
La cifra finale della raccolta fondi, proseguita anche una volta che i riflettori si sono spenti, ha superato i centomila euro. Francesco dona la quota più consistente all'Arisla, per finanziare il progetto di ricerca MiRals. Nel marzo 2012, coinvolgendo alcuni amici imprenditori, dona nuove docce alla mensa Caritas. E non manca un pensiero per i malati di Parma, per i quali dona una bilancia particolare. E, ancora, il dono di quattro auto all’Ausl, da destinare agli addetti all’assistenza a domicilio. Poi, con l’incasso della vendita delle magliette realizzate per il suo 50° compleanno, Francesco finanzia l’assistenza notturna a Giuseppe Buttarelli, malato di Sla a cui avevano rubato l’auto. E con i proventi del libro La corsa della Vita dona all’Ausl di Parma un saturimetro portatile di ultima generazione e sostiene la ricerca contro la Sla.

I PREMI
Proprio la generosità, la «positività» e la fede incrollabile sono, forse ancora di più negli anni della malattia, le doti che gli permettono di entrare nei cuori dei parmigiani e di lasciare un’impronta potente. E questa è senza dubbio la più grande impresa di Francesco, resa indimenticabile anche dai tantissimi, prestigiosi premi ricevuti. Un riconoscimento di cui va molto orgoglioso è quello di «Alpino dell’anno», ricevuto a Savona nel 2010. Un «sigillo» sull’impegno che ha profuso fin dai tempi del servizio militare e declinato nella partecipazione alle attività del Gruppo Ana di Palanzano e, come giornalista, da direttore del periodico «ParmAlpina» a cui si aggiunge il premio «Cuore Alpino» 2012, assegnato dall’Associazione nazionale Alpini di Parma. Ma il nome di Francesco Canali brilla anche nell’albo d’oro del Premio Sant’Ilario: riceve la medaglia d’oro nel 2011, che «anticipa» il titolo di Cavaliere della Repubblica assegnato nel 2015. Nel mezzo, il premio «Solidarietà» di Sport Civiltà dei Veterani dello sport; il Premio Avis-Padre Lino; il premio «Fair Play» del Panathlon Emilia Romagna (e la candidatura quale potenziale «premio fair play» mondiale, unico parmigiano nella storia). Altro riconoscimento importante dall’Università: l’attestato di benemerenza di Scienze motorie.

Ai famigliari di Francesco, per tanti anni appassionato e bravissimo collaboratore, l'abbraccio affettuoso
e commosso di tutta la «Gazzetta».

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