Si scalda la corsa dei prezzi, con l'inflazione che a luglio segna +1,9% in Italia, dal +1,3% di giugno. A spingere i rincari sono sempre i prezzi dei beni energetici, che registrano un aumento a doppia cifra, trainati dall’impennata delle tariffe. I dati definitivi diffusi dall’Istat evidenziano a luglio un aumento dei prezzi al consumo dello 0,5% rispetto a giugno e dell’1,9%, su base annua, con una revisione al rialzo rispetto alle stime preliminari (+0,4% e +1,8%). Numeri che preoccupano i consumatori, che prevedono una «stangata» in arrivo per le famiglie.
Anche a Parma l’inflazione non arresta la sua corsa. In base ai dati rilevati dal Comune, l’inflazione tendenziale è superiore alla media nazionale: +2,2%. Rispetto a luglio 2020, in media, i prezzi nel territorio comunale di Parma sono aumentati di oltre due punti percentuali. Rispetto a giugno la variazione congiunturale è +0,6%.
In città la voce che aumenta di più è quella relativa a Abitazione, acqua, energia elettrica e altri combustibili: +10% annuo e +2,9% rispetto al mese scorso. Seguono i prezzi di servizi ricettivi e di ristorazione: +2,4% annuo e +1,1% mensile.
Anche i costi dei trasporti si fanno sentire: +4,3% dall’anno scorso a Parma e +1,2% da giugno a luglio di quest’anno. Un effetto del rincaro di benzina e diesel, che va avanti da tempo. Il rialzo più corposo dal 1996, ha sottolineato l'Istat. Fra i prodotti alimentari, in città l’inflazione tendenziale è +1,4%; rispetto al mese prima però c’è stato un calo dello 0,3%. Calano i prezzi medi del comparto Istruzione (-3,6%) e Comunicazioni (-2,2%).
r.eco.
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