Nonostante le difficoltà, tengono gli investimenti e si punta sulla sostenibilità.
La crisi causata dalla pandemia non ha paralizzato l’economia regionale con le imprese che, nel 2020 hanno fatto investimenti pari al 6% del fatturato concentrati, principalmente, su aspetti di natura organizzativa e gestionale, quindi nel campo dell’Ict (il 51,9%) e della formazione (48,8%).
E’ quanto emerge dai risultati dell’Indagine sugli investimenti delle imprese industriali dell’Emilia-Romagna condotta da Confindustria Emilia-Romagna, giunta alla 22esima edizione e che ha coinvolto 450 imprese con un giro d’affari di 16,5 miliardi di euro e 51mila addetti. Le aziende emiliano-romagnole hanno investito il 6,6% del proprio fatturato e, rispetto a 10 anni fa, è triplicata la percentuale di realtà che hanno investito in sviluppo sostenibile: nel 2010 era il 20%, nel 2020 il 58% delle imprese ha realizzato investimenti di sostenibilità ambientale e sociale. Investimenti sono stati fatti dall’87% delle aziende.
«La pandemia non ha paralizzato l’economia regionale - ha osservato presentando l’indagine il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Pietro Ferrari - e le imprese hanno continuato ad investire, con una chiara traiettoria di evoluzione verso una sempre maggiore sostenibilità. Una scelta che sta entrando sempre più strutturalmente nelle strategie di crescita delle aziende, a prescindere dalla dimensione. La veloce ripartenza di metà 2020, dopo i fermi produttivi della primavera, è stata la conferma di una manifattura resistente e attrezzata a gestire situazioni di forte criticità».
Parlando del piano vaccini in corso e delle opportunità del Pnrr, Ferrari ha sottolineato inoltre che il 2021 è l'anno della svolta.
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