L’attenzione dei mercati è tutta concentrata sulle elezioni presidenziali statunitensi. «Se Trump dovesse essere rieletto, ci sarà un rischio ridotto di regolamentazione non solo per le società tecnologiche, ma per le società energetiche e finanziarie» scommette Shogo Maekawa, strategist di JPMorgan Asset Management a Tokyo, dove l’indice di riferimento ha guadagnato l’1,7 per cento. Una seduta ad alta volatilità che ha visto la Borsa cinese oscillare e poi portarsi in rialzo (Shangai +0,19%, Shenzhen +0,3%) mentre Hong Kong resta cautamente sulla parità (+0,05%).
La Borsa di Milano apre in calo, bruciando tutto il guadagno della vigilia e ripartendo da 18.673 punti. Il primo Ftse Mib segna un calo dell’1,65% e sul listino principale solo Diasorin si muove in terreno positivo (+1,87%)- Tra i peggiori Buzzi con una perdita del 4,4% insieme a Leonardo, Pirelli e Prysmian che cedono oltre il 3 per cento.
Euro in calo sul dollaro in avvio dei mercati. La moneta unica europea viene scambiata a 1,1633 a fronte di 1,1706 di ieri sera.
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