Fondazione Monteparma
Patty L’Abbate
Ripensare i sistemi produttivi e di consumo, in una dimensione rispettosa della vita sul pianeta.
Patty L’Abbate (docente universitaria, ricercatrice, autrice di testi sull’economia ecologica, senatrice, delegata ai Summit mondiali sul Climate Change COP24 e COP25) si definisce una guerriera decisa a «guarire il cuore umano dalla malattia endemica del narcisismo affinché torni a custodire le bellezze della natura e a commuoversi per le gioie e le sofferenze dei suoi simili».
«Ho scritto il libro - le sue parole - per i nostri ragazzi. I Millenials sono scesi in piazza per chiedere una casa per il loro futuro. Occorre cambiare subito i paradigmi economici, passando da un approccio antopocentrico ad uno biocentrico. Non c’è più tempo. A mio parere, come secondo molti scienziati, la pandemia di Covid è strettamente connessa all’aumento delle temperature del pianeta e legata all’inquinamento, perché il virus viaggiava nell’aria associato alle particelle delle polveri. In questo libro propongo i criteri per il calcolo degli indicatori di sostenibilità, l’analisi del ciclo di vita dei prodotti e la contabilità ambientale, di cui i nuovi manager dovranno dotarsi per affrontare il Green New Deal».
Una cura ecologica che si può tradurre in pratica. Come nell’azienda «Ritorno al futuro».
«La mia vita - ha spiegato il titolare Mario Marini, inoltre presidente di Confagricoltura Parma e di Musei del Cibo - è cambiata radicalmente: dall’ufficio di città ai campi sull’Appennino parmense. La decisione di assecondare la natura e rispettarne i ritmi è stata netta. Il biologico è una scelta etica, prima che produttiva. La tradizione per me è una cosa concreta: significa portare in tavola l’amore per la propria terra. Questo comporta anche tanto sacrificio. Cerco di rispondere alle istanze globali della sostenibilità con il mio mestiere di agricoltore e cuoco. Un concetto ben rappresentato dal modello della doppia piramide ideato e promosso dalla Barilla: quello che mangiamo deve far bene a noi e all’ambiente».
Dalla passione personale, legata ai sapori dell’infanzia, di Claudio Cerati, è nata nel 2013 Upstream Italiana, cui l’entusiasmo ha fatto da volano imprenditoriale.
«In ogni dettaglio della produzione del mio salmone affumicato - così Cerati - metto una cura maniacale: la filiera è tracciata fin dalla materia prima. Credo nell’importanza della consapevolezza: leggere le etichette, informarci, serve ad alimentarci in modo sano, piacevole e naturale».
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