STUDIO
Le imprese dell’Emilia-Romagna continuano a investire in modo strutturale nonostante lo scenario italiano e internazionale sia ancora incerto: nel 2022 hanno investito il 5% del fatturato, con un aumento del 23% rispetto al 2021. I dati emergono dall’Indagine sugli Investimenti 2023 realizzata da Confindustria Emilia-Romagna insieme alle Associazioni e Unioni Industriali della regione in collaborazione con Intesa Sanpaolo.
Per la presidente di Confindustria Emilia-Romagna Annalisa Sassi, in questa fase «occorre grande attenzione ad accompagnare e sostenere soprattutto le piccole imprese». Le previsioni per il 2023 «sono positive ma necessariamente caute», ha detto Sassi, spiegando che «la cautela è accentuata dai possibili effetti delle recenti alluvioni sul sistema produttivo, non inclusi nella nostra indagine, che potranno ridimensionare la dinamica di crescita dell’Emilia-Romagna».
L’indagine, illustrata anche Giovanni Foresti, economista Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, per la direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche della banca, Alessandra Florio, conferma «come l’Emilia-Romagna sia una regione dinamica e un traino per l’economia nazionale anche nei momenti di incertezza, poiché costantemente proiettata verso gli investimenti strategici e l’innovazione».
Intesa Sanpaolo «nel 2022 ha erogato 1,6 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine alle imprese regionali - ha concluso Florio - con oltre 370 milioni legati ad obiettivi di sostenibilità concordati con le aziende con specifici meccanismi di premialità» e la banca intende «fornire alle imprese gli strumenti più innovativi per cogliere le opportunità derivanti dalla transizione sostenibile» grazie a fondi del Pnrr. (ANS
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