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Transizione ecologica

Bonatti, il nuovo corso punta sulle attività green

La nuova commessa in Olanda rientra in una strategia di riposizionamento

Bonatti, il nuovo corso punta sulle attività  green

28 Novembre 2023, 16:47

La notizia è recente: c'è la firma della Bonatti sul più importante cantiere per la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio di carbonio in partenza in Europa a inizio 2024, nel porto di Rotterdam: il general contractor parmigiano realizzerà, infatti, la stazione di compressione del progetto Porthos, un investimento complessivo di 1,3 miliardi di euro frutto della joint venture fra tre società statali olandesi. L’anidride carbonica raccolta nei vari siti industriali verrà trasportata ad un giacimento offshore esausto nel Mare del Nord, dove il gas verrà depositato e stoccato a una profondità di 3-4 chilometri sotto il fondale marino.

In casa Bonatti, la nuova commessa rientra in una strategia più ampia di riposizionamento nel medio e lungo termine: la condivisione nel portafoglio di attività green non legate agli idrocarburi. «E' un progetto molto importante per tutto il settore energetico e in particolare per quello europeo - sottolinea Andrea Colombo, ceo della Bonatti -. Già da qualche anno si sono sviluppate nel mondo iniziative che vanno in questa direzione e Porthos è, al momento, è la più significativa, per importanza degli attori coinvolti e per dimensione e quantità di cattura di CO2. Stiamo seguendo questo progetto da qualche anno. Per realizzarlo erano necessari requisiti ambientali che hanno comportato studi specifici e importanti investimenti. Siamo stati premiati non solo per la perseveranza ma per aver fornito un prodotto e una assurance al cliente. Abbiamo avviato partnership con il territorio e questa è una costante per noi in tutti i paesi, perché riteniamo importante, da sempre, l'integrazione con la realtà locale».

Il nuovo filone di business comprende anche attività legate al fotovoltaico e all'idrogeno. «Nel 2021 e inizio 2022 abbiamo avviato una business unit dedicata - prosegue Colombo -, consci dell'importanza di attrezzarsi e di essere, come contractor, non più al servizio degli idrocarburi ma dell'energia in senso lato. Questo percorso non si differenzia da ciò che abbiamo realizzato finora e con cui ci siamo evoluti. Dal punto di vista impiantistico, infatti, abbiamo messo in campo progetti ancora più complessi. Nei giorni scorsi, ad esempio, è avvenuta la firma definitiva per la costruzione in Germania di due centrali di generazione elettrica di conversione da carbone a gas. La chiave è questa: chi ha competenze impiantistiche o di pipeline come nel nostro caso, le mette a disposizione della transizione energetica».

Attualmente la Bonatti conta su un backlog di 2,2 miliardi e il progetto di Porthos pesa per circa il 10%. Nel 2023 i progetti green rappresentano circa il 13% del fatturato, mentre nel portafoglio lavori passa al 15%.

«Ci siamo dati un target - spiega il ceo della Bonatti - ossia arrivare al 20% entro tre anni. E una scelta anche di sostenibilità a lungo termine per la società. Se ci riferiamo al breve termine, dedicarci a queste iniziative può essere più complicato e dispendioso rispetto al settore dell'oil & gas, però abbiamo scelto investire risorse in un'ottica green, perché pensiamo che sia questa la base che ci posizionerà in futuro. Per noi l'approccio migliore è arrivare a un giusto mix, prospettiva che sta maturando». Lo scenario si sta assestando. «Oggi iniziano a esserci soluzioni impiantistiche, di riduzione delle emissioni, di efficientamento, che vanno nella direzione di un un approccio razionale e non di impeto - assicura Colombo - una transizione più lenta ma sostanziosa, che riesce così a riconvertire anche le competenze. In questi anni abbiamo assunto diverse persone, a cominciare dal nostro polo di Milano, la storica Carlo Gavazzi, ma anche a Fano dove abbiamo un ufficio di ingegneria di gruppo, in cui lavorano circa 100 persone in ambito green».
«Nel 2023 cresceremo - conferma Corrado Chiesa, cfo della Bonatti - con la previsione di superare gli 850 milioni di fatturato, realizzando marginalità importanti. Rispetto al piano deliberato a giugno 2022 i dati sono migliori e stiamo ottenendo risultati significativi anche sugli obiettivi che ci eravamo prefissi da un punto di vista strategico: oltre al posizionarci nel green per tempo, tornare in Europa in maniera importante, ma anche ampliare il numero di paesi a livello di volumi, con progetti di media taglia e conseguente de-risking: una sicurezza maggiore rispetto alla concentrazione in pochi e grandi progetti».


         
Angelo Colombo: Ceo della Bonatti.   

         
 Corrado Chiesa: Cfo della Bonatti.

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