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Congiuntura

L'economia dell'Emilia-Romagna rallenta, pesano dazi e incertezza geopolitica

L'analisi sul 2024 e le prospettive per il primo semestre di Unioncamere, Confindustria e Intesa Sanpaolo

E-R rallenta, pesano dazi e incertezza geopolitica

Da sinistra Annalisa Sassi, Valerio Veronesi e Alessandra Florio

10 Marzo 2025, 18:17

Nel 2024 l’attività industriale in Emilia-Romagna ha risentito degli scenari internazionali. È questa la fotografia che emerge dalla presentazione dei dati della congiuntura in Emilia-Romagna da parte di Unioncamere, Confindustria e Intesa Sanpaolo. Produzione e fatturato sono diminuite attorno al 3% e ordini interni attorno al 5%.
In base a quanto rilevato da Uniocamere, il fatturato estero è rimasto sostanzialmente stabile (-0,2%). Tra i settori più colpiti, la moda (-8%), la metallurgia (-5,1%), l’industria meccanica, elettrica e dei mezzi di trasporto (-3,9%). In controtendenza il settore del cibo e bevande (+1,8%). Nel 2025, in base a un’analisi di Prometeia, l’economia regionale dovrebbe crescere del +0,6%, allo stesso ritmo del 2024. Il valore aggiunto reale prodotto dall’industria in senso stretto regionale dovrebbe subire solo un ulteriore lievissimo arretramento (-0,1%), ma l’incertezza del quadro geopolitico e i dazi potrebbero cambiare lo scenario.

Per il presidente di Unioncamere, Valerio Veronesi, occorre reagire con «investimenti, anche con la tempestiva rivisitazione del 5.0, abbassamento dei costi energetici, partecipazione dei giovani alla vita delle imprese, sostegno al mercato interno».
Secondo l’analisi della Research Department di Intesa Sanpaolo, anche nella parte finale del 2024 il mercato del credito alle imprese ha registrato una domanda debole, nonostante la riduzione dei tassi di interesse, condizionando l'evoluzione dei prestiti. I dati di fine 2024 mostrano che i prestiti alle imprese sono rimasti in riduzione in Emilia-Romagna del -4,7% a dicembre, in linea con la media dei primi 9 mesi dell’anno. È proseguita la ripresa dei prestiti alle famiglie consumatrici, tornati in crescita nel secondo semestre, fino a segnare un +1,1% a dicembre, da un minimo di -0,9% a marzo dello scorso anno. I depositi delle imprese sono stabili e resta alto il loro livello di liquidità.

L’indagine di Confindustria Emilia-Romagna relativa alle previsioni per il primo semestre 2025 registra un andamento molto cauto di aspettative da parte dell’industria. Il clima è di moderato ottimismo nelle imprese di medio-grandi dimensioni, mentre quelle piccole mostrano maggiore difficoltà.
In generale le prospettive per i prossimi mesi sono fortemente condizionate dalle incertezze e dalle dinamiche geopolitiche, a partire dal rischio dei dazi, e da fattori comuni nell’area euro come la debolezza della domanda internazionale, la recessione dell’industria dovuta al calo della domanda dei beni durevoli, con la crisi di settori strategici come l’automotive, e l’aumento dei costi dell’energia.

«In un contesto generale così complesso - dichiara la presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Annalisa Sassi - occorre l’impegno di tutti per alimentare un clima di fiducia, indispensabile per le imprese per far ripartire gli investimenti».

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