Bilancio
«Quello che facciamo è importante ma è come lo facciamo che fa la differenza»: il payoff di Metronotte Vigilanza non potrebbe essere più esplicativo del concept aziendale. Un’azienda giovane, nata 14 anni fa, con una crescita importante, come sottolineato dal presidente Pietro Ercini nella conferenza di fine anno. La sede di Parma, in 5 anni, è passata da un commerciale e una guardia giurata a 156 dipendenti, quasi il 30% del totale (539). Non più una filiale di Piacenza ma un motore trainante, grazie a Marco Pioli e Antonio Assirelli.
Dietro la crescita dell’azienda c’è un meccanismo economico virtuoso, con una forte attenzione al territorio: Ercini ha parlato di 111 realtà sostenute in ambito sportivo, culturale e sociale, primo istituto di vigilanza a partecipare a Progetto Vita con un corso Dae per i suoi operatori. Giampaolo Zilocchi, Security manager, si è focalizzato sulla «valenza del lavoro svolto sul territorio, sull’onestà intellettuale interna alla divisa».
Un territorio analizzato attraverso indice di criminalità e reati predatori, «non per creare allarmismo ma consapevolezza», perché, come ha sottolineato Davide Sordi, nella piramide di Maslow la sicurezza è al secondo posto.
Il lavoro di Metronotte Vigilanza si traduce in 59.801 interventi, 128.246 eventi gestiti dalla centrale operativa, 6.078 segnalazioni dalle pattuglie e 2472 cancelli o porte trovati aperti. Tutti i dati - operativi, commerciali, economici e occupazionali - sono frutto di un lavoro di squadra e concorrono a delineare l’immagine di «azienda che gode di buona reputazione per la dedizione e l’impegno nel proprio lavoro», come ha precisato il direttore commerciale Massimiliano Bengalli. Grazie «non a commerciali d’assalto ma a professionisti capaci di ascoltare e capire le esigenze», i contratti/mese sono passati nel 2025 da +40 a +53, con un incremento del 30%, raggiungendo oltre 8000 clienti. Lo studio Plimsoll sulle 488 imprese certificate nel settore vigilanza privata e sicurezza la vede piazzarsi al 38° posto con i suoi 550 operatori, 120 pattuglie e 2 sedi.
Giovanni Maini, direttore finanziario, ha presentato, anche se «il fatturato è vanità», un solo dato economico, l’aumento costante di circa 2 milioni dal 2020, con investimenti in tecnologie e parco auto, con vetture a basso impatto. Senza contare che, pur non essendo un obbligo, da tre anni viene redatto il bilancio di sostenibilità.
I dati occupazionali di Gianluigi Tedesco, Hr specialist, fotografano un’azienda con l’87% dei contratti a tempo indeterminato: il 25% di donne permette la certificazione UNI PdR/125. Su 539 dipendenti 105 lavorano in azienda da almeno 5 anni e 43 da oltre 10 anni: una permanenza indice di qualità e sostenibilità, con encomi di servizio.
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