INFLAZIONE
Foto d'archivio
L'inflazione a Parma a gennaio corre meno rispetto a dicembre: +0,8% l'indice tendenziale, cioè rispetto a un anno prima (+0,5% il dato «depurato» dai tabacchi); +0,1% è l'andamento dei prezzi congiunturale (cioè rispetto al mese precedente; il tasso senza considerare i tabacchi è zero). Avere un'inflazione sotto quota uno per cento posiziona Parma nella parte medio-bassa della classifica delle province più care d'Italia dell'Unione nazionale consumatori (Unc).
Come sempre, comunque, ci sono anche i prezzi che rallentano. Un vistoso -5% si nota nella variazione tendenziale del settore Comunicazione. Giù anche i prezzi medi dei trasporti: -2,8% annuo, -3,3% rispetto a dicembre.
L'Unc calcola, in base ai dati Istat, quanto spendono in più le famiglie a causa dell'inflazione. Una famiglia media a Parma spende 138 euro all'anno in più con un tasso Nic senza tabacchi dello 0,5%. La città è 58esima in Italia, davanti a Reggio Emilia (+0,4% e 110 euro), Piacenza (+0,3% e 83 euro) e Modena, questo mese a inflazione zero.
Al primo posto di questa classifica si piazza Cosenza con una maggior spesa di 506 euro a famiglia e un'inflazione a +2,6%. Segue Pistoia, con +1,8% e 487 euro di spesa in più. Al terzo posto si piazza Bolzano con +1,4% e 465 euro. La media nazionale vede rincari di 251 euro a famiglia con un tasso di +1%.
r.eco.
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