La situazione economica e finanziaria che si presenta al nuovo Governo è sicuramente difficile. La crescita, come confermato dal PIL a -0,1 nel secondo trimestre, è ferma. La produzione industriale è in diminuzione e anche gli altri indicatori hanno un segno negativo. Il Debito pubblico ha registrato un nuovo aumento attestandosi a 2.386,2 miliardi di euro. E’ naturale che l’indicatore del debito fratto il Pil registri un incremento.
Continuiamo ad insistere che un capitolo fondamentale, non adeguatamente messo in risalto nei punti programmatici del nuovo Governo, è una profonda revisione organizzativa della pubblica amministrazione , che è la sola via per ridare efficienza ad un settore strategico per lo sviluppo del paese e, al contempo, per liberare risorse per le politiche economiche di tipo espansivo. Il solo ricorso ai tagli lineari abbiamo visto che non risolve i problemi e allontana le soluzioni.
Bisogna altresì agire in modo significativo su una revisione di fondo del fiscal compact, per avere davvero la flessibilità di bilancio indispensabilie; al contempo occorre battersi con le istituzioni europee per favorire l’introduzione di strumenti quali gli European Safe Bond ed anche l’adozione di strumenti finanziari pensati per aiutare la riconversione verso energie pulite.
E’ indispensabile, anche attraverso strumenti finanziari nuovi, indirizzare il più possibile le risorse disponibili verso gli investimenti, la scuola, la sanità, la ricerca, l’economia sostenibile che hanno un ritorno nel tempo.
Occorre poi ridurre il livello di indebitamento attraverso una spending review preceduta da una seria riorganizzazione della pubblica amministrazione. Ed occorre evitare, come recentemente affermato dal Presidente di Confindustria Boccia, di finanziare spese correnti in deficit, perché questo porterebbe ad ulteriori aumenti del debito pubblico.
Con l’atteggiamento di maggior disponibilità delle istituzioni europee verso il nostro Paese e con la nomina di Paolo Gentiloni come Commissario agli affari economici è molto probabile che venga concessa maggiore flessibilità sul rispetto dei parametri di bilancio; ma parafrasando il Presidente Boccia questa flessibilità va utilizzata per gli investimenti e io aggiungo per scuola e ricerca e non per altre spese correnti che non producono utilità per il futuro.
Ancora una volta la strada è difficile e irta di ostacoli, spesso imprevisti.
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