Facebook ha cancellato dal social network e da Instagram decine di pagine legate a CasaPound, Forza Nuova e ai loro dirigenti, comprese le pagine ufficiali delle due organizzazioni politiche postfasciste.
Tutto bene, quindi? No, per niente. Perché è indubbio che Facebook sia una piattaforma privata. Ed è anche vero che gli stessi utenti possono rivolgersi altrove (un altrove sempre più ristretto, però) o continuare a comunicare tramite i propri siti istituzionali o personali.
Ma è altrettanto vero che sono i metodi di funzionamento di Facebook – i suoi algoritmi – che tendono a premiare i contenuti più controversi e violenti perché provocano reazioni più forti e quindi aumentano il tempo passato da tutti noi sulla piattaforma.
Insomma, paradossalmente, Facebook sull’odio, o meglio sui contenuti emotivamente estremi, ci campa. Ma non vuole che si sappia in giro.
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