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editoriale - Società

In Italia chi nasce povero resta povero

In Italia chi nasce povero  resta povero

16 Novembre 2022, 13:15

Chi nasce povero resta povero. E poveri saranno anche i suoi figli, nipoti e pronipoti. Detta così può sembrare soltanto una provocazione, ma l’ultimo rapporto Caritas su povertà e esclusione sociale parla chiaro: la povertà si eredita, si trasmette di padre in figlio e occorrono almeno cinque generazioni per chi nasce in una famiglia disagiata, per raggiungere un reddito medio. I dati sono pesanti e dicono che il 59 per cento di chi oggi è povero è cresciuto in famiglie povere. Una percentuale che cresce fino al 66 per cento al sud. La percezione che l’ascensore sociale nel nostro Paese fosse bloccato era chiara da tempo. Ma ora sembra funzionare soltanto al contrario, verso il basso, dato che una persona su due, se povera e con un basso titolo di studio, oggi sta peggio rispetto ai suoi genitori. Inutile sottolineare che questa situazione amplifichi il disagio e provochi effetti negativi, a catena, su tutta la società. Che fare allora? La politica è chiamata a dare delle risposte, a livello nazionale ma anche a localmente, per cercare di correggere tutte quelle distorsioni che creano nuove disuguaglianze e solidificano quelle esistenti. Le misure emergenziali stavolta non bastano, perché solo giocando d’anticipo si può fermare una spirale negativa che rischia di travolgere anche chi, almeno per ora, riesce a galleggiare. Non possiamo permetterci di abbandonare famiglie e bambini al loro destino, soprattutto quelle con l’acqua alla gola, dando per persa una partita che non abbiamo nemmeno provato a giocare. Ognuno di noi, secondo le proprie forze, può e deve fare qualcosa. Adesso.

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