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EDITORIALE

La stampa libera è l'ossigeno della democrazia

La stampa libera è l'ossigeno della democrazia

03 Maggio 2025, 22:18

Potrà sembrare uno slogan, un disco rotto, ma in realtà è un richiamo imprescindibile e sarebbe letale non farlo, almeno una volta all’anno. Sottolineare l’importanza della libertà di stampa significa rilanciare, almeno in occasioni solenni, il valore inestimabile dell’informazione come bene pubblico, universale, da mettere premurosamente al riparo dai condizionamenti di qualsivoglia potere, sia esso politico, giudiziario, economico.
Oggi si celebra la Giornata internazionale della libertà di stampa, istituita nel dicembre 1993 dall’Assemblea generale delle Nazioni unite in occasione dell’anniversario della Dichiarazione di Windhoek, documento contenente il principio della libertà di espressione, sancito dall’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948.
La Giornata rappresenta altresì un momento di riflessione sullo stato di salute dei media nel mondo e sulla percezione che della libertà di informazione hanno i cittadini nell’era multimediale nella quale siamo immersi.

Non è dunque solo un’occasione commemorativa ma un invito all’azione per governi, cittadini e operatori dell’informazione affinché vengano tutelati, rafforzati e promossi i principi fondamentali di una stampa libera, indipendente e pluralista. La libertà di stampa non è un privilegio riservato ai giornalisti, ma un diritto collettivo: riguarda la possibilità per ogni individuo di ricevere informazioni corrette, di formarsi un'opinione consapevole e di partecipare attivamente alla vita pubblica.
In un’epoca multimediale caratterizzata da un evidente sovraccarico informativo, da algoritmi opachi, disinformazione e campagne di manipolazione, difendere questo diritto è più urgente che mai. La libertà di stampa è un bene sacro, è l’ossigeno della democrazia e come tale deve essere preservato attraverso un sistema integrato di protezioni legislative, cultura dei diritti e dei doveri, innovazione tecnologica.

Recentemente, la Civil Liberties Union for Europe (Liberties), un'organizzazione che salvaguarda i diritti umani di tutte le persone che vivono nell'Unione europea, ha elaborato il Report sulla Libertà di Stampa 2025. Nato dalla collaborazione di oltre 40 organizzazioni appartenenti all’Unione europea e focalizzate sulla tutela dei diritti umani, il documento mostra come in tutta l’Unione europea la libertà dei media si stia sgretolando a causa di meccanismi di controllo verticistico dei flussi informativi, soprattutto (ma non solo) negli Stati autoritari, e di una sistematica svalutazione della necessità di assicurare ai singoli individui un libero accesso alle fonti giornalistiche in un contesto pluralista e garantista.
Questo studio ha evidenziato come la libertà d’espressione in Europa non sia garantita a tutti i giornalisti. Soprattutto, appare compromessa e in serio pericolo nel caso di quei giornalisti indipendenti o considerati vicini alle forze antigovernative.
In Italia le principali preoccupazioni emergono dal servizio pubblico, ossia la Rai, considerata vulnerabile alle interferenze politiche. Nell’analisi, infatti, viene spiegato come i suoi giornalisti devono spesso affrontare pressioni, censure e autocensure.

Quest'anno la Giornata internazionale della libertà di stampa è dedicata all’impatto che l’intelligenza artificiale (AI) sta avendo su tale diritto e, in generale, sui media. Le nuove tecnologie stanno trasformando il giornalismo consentendo l’impiego di nuovi strumenti in grado di aumentare l’efficacia e l’efficienza di tale professione. Infatti, proprio per perseguire tali obiettivi, diverse testate giornalistiche hanno iniziato a integrare all’interno dei propri processi l’AI. Tuttavia, questa innovazione non è esente da rischi, in primo luogo quello della disinformazione e della generazione di contenuti falsi, ossia l’ormai diffuso fenomeno del deepfake. Inoltre, essa apre anche diverse questioni etiche relative soprattutto alla privacy dei dati impiegati in fase di addestramento. Perciò, nonostante l’AI consenta di automatizzare quei processi considerati più di routine e di velocizzare la verifica dei fatti, resta necessaria una sua regolamentazione volta a raggiungere una tutela efficace dei diritti fondamentali.

Affinché la libertà di stampa sia effettiva e non solo formale, è necessario affrontare con determinazione alcune sfide cruciali. La prima riguarda la trasparenza e l’indipendenza nella gestione dei media. Occorre introdurre per via legislativa meccanismi in grado di ridurre al minimo i conflitti di interessi che ancora oggi minacciano l’autonomia editoriale. Quando i media sono controllati direttamente o indirettamente da soggetti politici o economici, il rischio di manipolazione dell’agenda informativa è elevato. Serve una normativa che favorisca la separazione netta tra proprietà, finanziamenti e linee editoriali, che garantisca l’accesso equo alle risorse pubblicitarie e sostenga un ecosistema mediatico variegato, in cui anche le voci indipendenti e locali possano sopravvivere e prosperare.
Una seconda sfida è quella di promuovere un’informazione di qualità che sappia andare oltre la cronaca urlata, la logica dell’emergenza permanente e la spettacolarizzazione del dolore. Valorizzare la buona informazione significa sostenere il giornalismo di approfondimento, quello che verifica le fonti, che analizza i fenomeni, che dà voce alle soluzioni e non solo ai problemi. È necessario riequilibrare l’attenzione mediatica, spesso orientata a titoli sensazionalistici e narrazioni apocalittiche, in favore di un approccio costruttivo, che non nega i fatti ma li contestualizza, li spiega e aiuta i cittadini a comprendere la complessità. In questo senso, l’informazione può contribuire non solo a descrivere la realtà ma anche a migliorarla, offrendo strumenti cognitivi e culturali per affrontare le sfide del nostro tempo.

Infine, un terzo nodo cruciale riguarda l’educazione civica digitale, soprattutto nelle scuole. In un mondo dove le nuove generazioni si informano sempre più attraverso piattaforme digitali e social media e iniziano ad utilizzare con sistematicità l’intelligenza artificiale, è indispensabile fornire loro gli strumenti critici per distinguere tra informazione attendibile e contenuti manipolati. Educare alla cittadinanza digitale significa insegnare a leggere e comprendere le notizie, a riconoscere le fonti, a interrogarsi sui processi che portano alla formazione dell’opinione pubblica. Ma significa anche promuovere un uso responsabile delle tecnologie, un dialogo consapevole con i media tradizionali e un atteggiamento attivo nella costruzione dello spazio pubblico digitale. La scuola, in questo senso, può diventare un presidio di libertà e consapevolezza, capace di formare cittadini informati, critici e partecipi.

La libertà di stampa non è mai conquistata una volta per tutte: è un bene fragile, che va difeso ogni giorno con scelte politiche coraggiose, con l’impegno degli operatori dell’informazione e con la partecipazione attiva dei cittadini. Celebrarla oggi significa riconoscerne il valore essenziale per la democrazia e ribadire che senza verità, senza pluralismo e senza responsabilità, nessuna società può dirsi davvero libera.

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