Il Tar posticipa l'apertura della caccia, l'E-R pronta a fare appello
08 Settembre 2023, 19:13
La Regione Emilia-Romagna sta valutando la possibilità di ricorrere in appello, al Consiglio di Stato, contro l’ordinanza del Tribunale amministrativo di Bologna in cui si accolgono alcune misure sospensive relative al calendario venatorio 2023/24. In particolare, dopo che il Tar ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla Lega Abolizione Caccia (Lac), il calendario venatorio per la stagione 2023/24 non si aprirà più ufficialmente il 17 settembre, ma è stato posticipato all’1 ottobre.
«La motivazione sta nel fatto che lo stesso calendario che era stato presentato nella stagione venatoria precedente - spiega la Regione - era stato approvato integralmente, e non era stato oggetto di queste prescrizioni cautelative che invece vengono introdotte quest’anno. Nemmeno da parte dello stesso Tar, che non aveva adottato analogo provvedimento». La Regione inoltre è intenzionata a chiedere al Tar di pronunciarsi sulla vicenda il prima possibile, e non il 26 marzo 2024, quando è stata calendarizzata la trattazione nel merito del ricorso. Questo perché la stagione venatoria a quell'epoca sarà già conclusa. Sempre la Regione sottolinea che «l'ordinanza contiene il richiamo ad adeguarsi ai pareri Ispra, nonostante la legge assegni alle Regioni il potere di individuare, sulla base di proprie motivazioni specifiche, le date di apertura e di chiusura delle specie, all’interno di un periodo a cui la Regione Emilia-Romagna si è sempre attenuta». Il parere dell’Istituto, infatti, è obbligatorio, ma non vincolante. «Va specificato, infine, che il provvedimento non riguarda l'attività legata alla preapertura, prevista dal calendario per le specie cornacchia grigia, ghiandaia, gazza, merlo, colombaccio e tortora che continuerà nelle modalità previste», fa sapere infine la Regione.