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Bologna

Hiv trasmesso alla figlia e non curato, genitori a processo

L'accusa è di maltrattamenti aggravati: "Mai visite fino ai sei anni"

Hiv trasmesso alla figlia e non curato, genitori a processo

12 Marzo 2026, 19:55

Il problema non è solo quello che avrebbero fatto, ma soprattutto le azioni che non hanno compiuto a tutela della loro bambina, ora gravemente malata. Prima, quando la madre era incinta avrebbero nascosto a tutti la sua sieropositività. Poi dopo il parto, nel 2017, in Spagna, non avrebbero fatto nulla per scoprire se la malattia era stata trasmessa alla figlia. Non solo: non l’hanno curata, né l’hanno vaccinata o fatta visitare da un pediatra fino quasi ai 6 anni, quando ormai la piccola aveva contratto gravi infezioni, oltre all’Aids.

E dopo, quando lei lottava tra la vita e la morte in ospedale, hanno continuato a opporsi ai medici, ostacolando l'assistenza e la somministrazione di farmaci. In un caso il padre sarebbe arrivato ad assumere lui stesso le medicine destinate a lei. Per questo i due genitori, entrambi sui 45 anni, sono a processo a Bologna per maltrattamenti aggravati alla figlia, rimasta ricoverata per un anno, a rischio vita e tuttora in una situazione molto grave.

La piccola adesso ha quasi nove anni, frequenta una scuola in provincia e vive in una casa famiglia con la madre. Chi ha scelto di fare qualcosa in questa triste storia è una pediatra a cui la coppia finalmente decise di rivolgersi nel luglio 2023: la bimba aveva febbre e tosse persistente da settimane.

La dottoressa, sostituta del pediatra titolare, si accorse che dopo la nascita la scelta del medico era stata fatta solo nel novembre 2022, ma la bimba non era mai stata visitata. Camminava male, era denutrita, denti in pessime condizioni, parametri di crescita scarsi e indossava ancora il pannolino. La pediatra disse ai genitori che era necessario un ricovero urgente, ma loro avrebbero banalizzato, rispondendo di essere contrari. A quel punto la dottoressa li avvertì che se non l'avessero portata subito in ospedale, avrebbe avvisato i carabinieri. Cosa che poco dopo fece comunque, data la gravità della situazione e considerato l’atteggiamento della coppia.

La bambina venne ricoverata al Maggiore di Bologna e dagli esami si arrivò, in grande ritardo, alla diagnosi di infezione da virus Hiv in stato avanzato con sindrome di Aids: anche in quel caso i genitori continuarono a non dire nulla della patologia della madre e poi ammisero di aver fatto nascere la figlia fuori da strutture sanitarie, all’estero, per evitare controlli e obblighi vaccinali.

Partirono quindi le segnalazioni, con la Procura che ha avviato il procedimento penale per maltrattamenti aggravati dall’aver provocato lesioni gravissime (l'accusa in aula è sostenuta dal pm Nicola Scalabrini) e il tribunale dei minorenni che nel settembre 2023 ha nominato una tutrice, ora costituita parte civile, per conto della bambina, assistita dall’avvocata Sabrina Di Giampietro. La capacità genitoriale dei genitori è ancora al vaglio dei giudici minorili.

L’istruttoria dibattimentale è in corso e i due imputati sono difesi dall’avvocato Pasqualino Miraglia. Prossima udienza, il 18 maggio.

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