il caso
Un uomo in stato d'alterazione ha molestato verbalmente una minorenne a bordo di un autobus di Seta a Reggio Emilia. Una ragazza ha preso le difese della 16enne e poi qualcuno ha utilizzato lo spray urticante, costringendo la conducente del mezzo di trasporto pubblico a fermarsi e ad aprire le porte facendo scendere tutti. A denunciare l'accaduto è la Cisl.
L'episodio è avvenuto domenica pomeriggio sulla linea 93 - Cadelbosco Sopra-Reggio Emilia e ora indagano i carabinieri che hanno acquisito le telecamere di videosorveglianza presenti a bordo per identificare il responsabile che ha tra i 40 e i 50 anni.
«Si tratta di una persona nota su questa tratta» racconta tramite una nota la 53enne autista con vent'anni di esperienza alla guida. «Appena salito mi ha ordinato, urlando, di mettere della musica. Ho evitato di reagire. Mentre avanzavamo verso Reggio Emilia, all'altezza di Sesso, sento la sua voce roca inconfondibile. Tra la fermata del Tribunale e quella del campovolo ha detto cose orrende a una ragazzina di 15-16 anni, insulti a sfondo sessuale, ripetuti più volte. Una giovane donna ha preso le sue difese, urlando all'aggressore di vergognarsi».
Dopo poco l'autista decide di fermarsi. «Ho cercato una fermata sicura e, mancando il pulsante antipanico, ho chiamato il 112, informando ad alta voce gli utenti che ho allertato i carabinieri. Ma non è bastato, all'altezza della rotonda nei pressi di Piazzale Europa i passeggeri son corsi verso il lato anteriore dopo che qualcuno ha usato uno spray urticante. La ragazzina molestata mi è corsa incontro con le lacrime agli occhi, chiedendomi di farla scendere. Mi sono buttata dentro Piazzale Europa e ho aperto le porte. Non riuscivo più a respirare». All'arrivo dei carabinieri e dell'ambulanza, poco dopo, la maggior parte dei passeggeri si era già dileguata.
La conducente ha denunciato tutto ai carabinieri e poi è stata visitata al pronto soccorso. Ma ha deciso di lasciare il lavoro a Reggio Emilia: «Torno in Trentino dove risiedo, valutando la situazione sono costretta a proseguire la carriera altrove».
Il segretario Fit Cisl, Gaetano Capozza conclude amaro: «Questa storia dimostra l'urgenza di creare standard efficaci ed uniformi per tutti i mezzi del tpl. Un autista è responsabile della sicurezza delle persone e non può dover guidare, tenere a bada il panico a bordo e dover armeggiare col telefono per avvisare le forze dell'ordine. È davvero giunto il tempo di cambiare passo».
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