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Il centrodestra, all’opposizione, si divide sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Succede a Carpi dove la delibera approvata dal consiglio comunale era stata proposta con una mozione dall’unico consigliere capogruppo di Forza Italia. Mozione che ha avuto l'ok dal centrosinistra, mentre Lega e Fratelli d’Italia non hanno partecipato al voto. Si chiude così una vicenda che va avanti da alcuni anni nel comune modenese.
La scelta di revocare l’onorificenza è stata assunta per l'ottantesimo anniversario delle prime elezioni nel territorio e «sottolineando la riaffermazione consapevole dei valori fondanti della Repubblica e della democrazia anche locale dopo il ventennio fascista» - si legge nel provvedimento del sindaco Riccardo Righi. La cittadinanza era stata conferita al duce nel 1924, come in molte amministrazioni italiane. E negli ultimi anni tanti Comuni hanno optato per la revoca.
A Carpi, «nella città in cui è sorto il Campo di Fossoli, il principale campo di concentramento per ebrei e dissidenti politici su territorio italiano, questo era un atto dovuto. Ringraziamo il sindaco e tutti i consiglieri che hanno votato convintamente a favore»», commenta Daniela Depietri, segretaria del Pd locale.
«Ora, finalmente - prosegue l’esponente Dem - questa macchia sulla nostra comunità è cancellata, e lo si deve sia alla volontà della maggioranza che, occorre riconoscerlo con franchezza, alla serietà di Forza Italia e del consigliere Michele de Rosa, che con coerenza e senso di responsabilità si è speso per una questione che riguarda la storia della città e la sua identità».
«Spiace invece, seppure, purtroppo, non sorprende, constatare come le altre forze di opposizione, esclusa la consigliera Medici (Carpi Civica) che si è astenuta, non abbiano neppure partecipato al voto, senza nemmeno formulare la propria dichiarazione per spiegare la scelta di uscire dall’aula», continua Depietri.
«Una città non è solo ciò che costruisce. È ciò che sceglie di essere. Per questo non si parlava del passato, ma del presente e del futuro: dire che il nome di Benito Mussolini non può essere associato all’onore di una comunità democratica. Non è un simbolo. È una linea di confine. E ieri sera il Consiglio comunale l’ha tracciata. Carpi è una città antifascista. E esserlo è una scelta, ogni giorno»», ha commentato poi il sindaco sui social.
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