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Torna l'assedio dei trattori a Strasburgo, Mercosur di nuovo in bilico

Torna l'assedio dei trattori a Strasburgo, Mercosur di nuovo in bilico

20 Gennaio 2026, 20:18

 Circa 5mila agricoltori circondano il Parlamento europeo di Strasburgo mentre, dentro l'Aula, l'accordo Ue-Mercosur rischia di finire su un binario morto. La protesta - tra trattori, fumogeni e lanci di bottiglie e frutta contro i reparti mobili della polizia - è esplosa alla vigilia di un voto chiave che potrebbe chiamare in causa la Corte di giustizia Ue e congelare l'intesa per mesi, se non per anni. Un assalto diretto all'accordo appena firmato in Paraguay da Ursula von der Leyen e considerato un pilastro della risposta ai dazi di Donald Trump.

La mobilitazione ha raccolto consensi trasversali: dai Verdi e dalle Sinistre fino ai sovranisti. Spaccata invece la maggioranza italiana. A sfilare accanto ai trattori - assieme a Confagricoltura, Coldiretti e Cia - sono stati infatti gli eurodeputati della Lega insieme al M5S. "L'Ue ha svenduto gli interessi dell'agricoltura", ha attaccato il vice capodelegazione M5S Gaetano Pedullà, a margine della protesta per poi sferzare un affondo al governo: "Noi siamo con gli agricoltori. Dove sono Meloni e Lollobrigida?". Dalla piazza sono arrivate anche le critiche, questa volta dirette alla Commissione Ue, della Lega in contrasto con Fi e FdI: "Restiamo contrari all'accordo", hanno ribadito gli eurodeputati del Carroccio, che denunciano "l'opacità" di Bruxelles nel negoziare l'intesa.

Il momento della verità arriverà mercoledì a mezzogiorno quando l'Aula dovrà decidere se rinviare il testo alla Corte di giustizia dell'Ue per un parere legale. Un escamotage messo a punto da un gruppo di eurodeputati, in larga parte francesi, dei Verdi, della Sinistra Ue e dei Liberali, con l'obiettivo di rallentare l'entrata in vigore dell'intesa con i Paesi latinoamericani. Uno scenario che la Commissione vuole evitare a ogni costo. Da Davos, Ursula von der Leyen ha rilanciato il valore strategico dell'accordo, definendolo "una svolta" capace di mandare "un messaggio potente: commercio equo invece dei dazi, partnership invece dell'isolamento". Ancora più diretto il leader del Ppe, Manfred Weber: "Il Mercosur è un accordo anti-Trump - ha spiegato -. Va sostenuto per dimostrare che un approccio basato sulle regole è ancora possibile".

Oltre a Verdi, Sinistra e parte dei Liberali, il rinvio alla Corte Ue potrebbe trovare sponde anche tra le destre sovraniste dei Patrioti e di Ens, sempre pronte a ostacolare la presidente della Commissione. Sul fronte opposto invece Socialisti, Popolari e una parte consistente di Renew Europe e dei conservatori di Ecr. A rendere il quadro ancora più incerto pesano però le variabili nazionali: dal fronte del no si sfilano le delegazioni francesi di tutti i gruppi, mentre restano in bilico quelle polacche e irlandesi. Stando a calcoli fatti a tavolino a tarda notte dagli assistenti, si parla di un margine di 12 voti, troppo pochi per fare pronostici affidabili.

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