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Melandri, suoi i gol più belli

Melandri, suoi i gol più belli

23 Settembre 2015, 11:09

Paolo Grossi

Tra i dieci gol sinora segnati dal Parma nelle prime quattro giornate i più belli sono stati senz'ombra di dubbio quelli di Daniele Melandri. ventisette anni da compiere il 12 novembre, Melandri è un peso leggero: 1,71 di altezza per 65 chili di peso. Strutturalmente quindi è una seconda punta o un esterno, in realtà sa giocare con profitto anche come centravanti. Magari non farà la torre (ma con il Villafranca ha anche sfiorato il gol di testa) ma sa attaccare la profondità come pochi in questa categoria e allora vien da pensare al modo di interpretare il ruolo dei vari Montella, Inzaghi o Paloschi.

Finora è andato a segno due volte: a Borgo san Lorenzo con uno splendido diagonale incrociato da destra a sinistra sfruttando un drop in area di Giorgino, e domenica al Tardini con una travolgente azione personale dopo aver addomesticato con un tocco di fino un traversone di Adorni. Due gran bei gesti tecnici che ai tifosi meno giovani potrebbero far tornare alla mente Enrico Chiesa o più indietro ancora Marco Macina.

Melandri, ravennate, ha sempre e solo giocato in Romagna. Sei stagioni al Russi, sempre in D (38 gol in 147 partite), poi quattro al Forlì, dov'era diventato un idolo dei tifosi grazie a ben 44 gol in 113 gare, disputando una stagione in D poi tre di fila in Lega Pro. Insomma, Galassi e Minotti ce l'avevano sotto casa e hanno subito pensato a lui per aiutare il Parma nella sua cavalcata.

Tra le altre cose Melandri in queste prime quattro gare ha già giocato punta esterna sia a destra che a sinistra, poi centravanti e domenica anche esterno di centrocampo nel 4-4-2. E' stato sorprendente per generosità e disciplina tattica, sacrificandosi allo spasimo nei ripiegamenti e nelle diagonali, anche profonde, e riproponendosi in velocità nei rovesciamenti di fronte, come in occasione del gol segnato o di quello che, sullo 0-0, aveva clamorosamente «ciccato» a tu per tu con il portiere.

La sensazione è che un giocatore del genere sia destinato a fare le fortune del Parma quest'anno e anche nella prossima stagione, pur nell'auspicabile ipotesi che si giochi ad un livello superiore. Unire tecnica e corsa resistente, con in più l'asso nella manica di uno spunto veloce con pochi eguali, aggiungerci anche una buona dose di senso della porta, vuol dire avere una caratura notevole per un attaccante di quarta serie. Apolloni l'ha capito presto e ne fa una pedina inamovibile sulla sua scacchiera.

Mercato

Com'è noto si è fatto male il centrale difensivo Benassi, che ne avrà come minimo per un mese. Però oggi potrebbe arrivare un attaccante. Lo staff ritiene evidentemente che Saporetti, o eventualmente Adorni, possano rappresentare valide alternative, in caso di bisogno, per il duo Cacioli-Lucarelli. In avanti invece, con Musetti ai box, il Parma pensa di dover aggiungere un pezzo al mosaico, e la speranza in questi casi è che non si vada a scompaginare moralmente lo spirito che sin qui è stato idilliaco nello spogliatoio. Ricordiamo ad esempio che nel 2008 Ghirardi prese Lucarelli in aggiunta a Budan e Corradi e l'esito fu disastroso. Il prescelto è Matteo Guazzo che starebbe per svincolarsi dall'Entella. Oggi ci sarà un incontro decisivo per il suo ingaggio. Avendo l'imperativo di vincere tutte le gare e il campionato evidentemente Apolloni preferisce avere più frecce al suo arco, convinto che i risultati positivi aiuteranno a smorzare ogni eventuale malcontento.

Il curriculum di Guazzo, piemontese di Acqui, classe '82 come Longobardi, è lunghissimo: si è sempre mosso tra la D e la Lega Pro. Tra le tante squadre ha giocato per il Castellarano, il Como, il Taranto, la Salernitana, l'Alessandria. E' poi salito alla ribalta della cronaca rosa per una bollente e fugace love story con la soubrette Antonella Mosetti, già ex di Aldo Montano. Quest'anno speriamo faccia parlare di sé per i gol.

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