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C'è l’atmosfera calda e piacevole della trattoria di famiglia alla Boschina. Nella campagna alle porte di Fidenza, sulla strada che porta a Tabiano, questa casa colonica recuperata a ristorante si lascia inondare dal sole nella grande sala luminosa col soffitto a voltini in mattoni e le colonne grigie e nella veranda affacciata sui campi. Nata una decina d’anni fa da un’idea di Marco Dallabona, cuoco e patron della «Stella d’oro» di Soragna e condotta dal genero Diego e dalla figlia Flavia, ora la Boschina viaggia in piena autonomia sulle tracce di una cucina rassicurante e familiare, saldamente legata ai prodotti del territorio. Controllo della certificazione verde e mascherina fino ai tavoli preparati con coprimacchia bianche, bicchieri scintillanti e comode sedie impagliate; al centro della sala un bel mobile da bottega con piante verdi, la rossa bilancia, bottiglie. La carta dei vini è ricca di molte proposte di cantine locali e dalle regioni italiane con sostanzioso capitolo dedicato a spumanti e champagne.
Piatti leggeri e delicati tendenzialmente dolci, sapori sfumati e equilibrio delle componenti in porzioni ragionevoli per condurre a gustare tutto il pranzo dall’inizio alla fine. In attesa dell’antipasto, qualche fetta di dolce spalla cotta con vigorosa marmellata di mirtilli senapata e micchette di pane bianche e morbide poi la scelta è tra i salumi della Bassa con giardiniera, ricottina al forno con zucca e Gorgonzola, la onnipresente polentina morbida con fonduta tartufata. La tartara di fassone è appoggiata su una dadolata di mela verde che dà freschezza a una carne succosa profumata con olio aromatico e senape a parte; la testina di vitello tiepida è troppo invitante con pomodoro, sedano e salsa verde a contorno.
Ai primi non tradiscono i tortelli d’erbetta per il dolce ripieno, la pasta di medio spessore leggermente porosa che diventa essa stessa tortello e il condimento equilibrato di burro e Parmigiano. Sono montate al momento e fatte gratinare fino ad avere la crosticina negli angoli le lasagne di sfoglia verde, besciamella e accattivante ragù di pasta di salame; meno bene i tagliolini con culatta croccante e porro che risultano slegati e non certo memorabili. E ancora: risotto con zucca e luganega, pisarei e fasò in salsa di borlotti, anolini in brodo. C’è una dolce e inconsueta trippa in bianco, di giusta consistenza ad aprire l’elenco dei secondi piatti: una macinata di pepe le dà una giusta sferzata. Non ne ha bisogno la punta del maialino da latte con la sua cotenna croccante e la dolcezza succulenta della sua carne. E ancora: stracotto di bue al lambrusco con polenta; petto di faraona caramellato con caponata di verdure; guanciale caramellato con cime di rapa e erbe aromatiche. Alcuni piatti di pesce di mare completano il menu.
Torta sbrisolana, meringhe, tiramisù, panna cotta, pera cotta nella fortana con gelato fiordilatte, zuppa inglese decisamente alcolica ingentilita da panna montata. I prezzi: coperto 3 euro; antipasti 13-15; primi 11-15; secondi 14-15; dolci 7. Menu esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.
Tortelli, testina
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