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IL VINO

La Leccia Toscana IGT Trebbiano Cantagrillo '18

Premesse rispettate . Naso e beva potenti nel frutto

La Leccia Toscana IGT Trebbiano Cantagrillo '18

di Andrea Grignaffini

13 Settembre 2022, 20:55

Questa è la storia di una famiglia toscana ubicata sui colli della Val di Botte vicino a Montespertoli, nella classica zona del Chianti fiorentino, un territorio ricco di vigneti e oliveti, merito anche dei cosiddetti terreni «alberese», ovvero argillosi, ricchi di scheletrato e con un ottimo drenaggio.

La Tenuta La Leccia vanta una ventina di ettari vitati posizionati ad una altitudine tra i 200 e i 300 metri, mentre tutta la Fattoria comprensiva di boschi e oliveti raggiunge quota 80 ettari. La storia della Tenuta La Leccia inizia nel 2013 pur avendo già una vita precedente risalente agli anni ‘70 del secolo scorso con l’acquisizione del podere da parte di tre fratelli: Renzo, Sergio e Loriano Bagnoli, la prima generazione della famosissima azienda di gelati Sammontana. Così l’acquisto di un territorio idoneo a crescere in un ambiente sano e incontaminato una grande famiglia già originaria di questa zona.


La svolta avviene nel 2013 con una nuova conduzione familiare che ha permesso di ottenere prodotti di qualità. Merito dei componenti della famiglia ognuno con compiti ben precisi: Paola alla guida della rinascita dell’azienda; il cugino Lorenzo dedito al settore vitivinicolo; Sibilla addetta alla comunicazione e Angelica che segue la parte olivicola della Tenuta. Un componente fondamentale della famiglia è l’enologo da sempre al fianco della proprietà per tradurre nel vini l’identità aziendale, Gabriele Gadenz, allievo di uno dei più grandi enologi italiani, Maurizio Castelli.
Abbiamo scelto un po’ controcorrente un bianco in zona da rossi. Ci ha catturato la maturità espressiva dovuta all’affinamento di tre anni. Tanto per le prassi dei vini bianchi. ma i fatti gli danno ragione.
Il Trebbiano Cantagrillo 2018 viene prodotto da uve che sono un mix derivante da una raccolta di uve un po’ indietro e altre surmature. Il risultato è netto: un naso potente nel frutto, un sorso perfettamente in linea con le premesse.

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