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Parma -

Domenica 05 Aprile 2026


il ristorante

Trattoria da Vigion, tutta la tradizione dall'antipasto al dolce

A Ghiare di Corniglio

Trattoria  da Vigion

Ci sono le tovaglie a quadri bianchi e rossi, le sedie impagliate, le bottiglie di vini e liquori sulle mensole lungo i muri di sasso -e subito il sorriso dei gestori, l’atmosfera calda e famigliare, il rumore tranquillo, le voci dei clienti. Gruppi di amici, famiglie, coppie tutti sistemati in tavoli ravvicinati e anche all’ingresso, di fronte al bancone del caffè e alla vetrina dei salumi in questa che è un’autentica trattoria come ormai poche e punto di riferimento per la gente delle Ghiare: albergo, rivendita di tabacchi, giornali, prodotti del territorio, formaggi e salumi. La gestione è famigliare da più generazioni (dal 1947), si mangia secondo l’uso della casa, seguendo le stagioni e quanto si trova nei boschi. Dunque anche funghi e cacciagione, quando è il momento. C’è una piccola carta dei vini con scelta di qualità dalle regioni italiane, molta attenzione ai viticoltori parmigiani, a quelli dei vini cosiddetti «naturali».

La cucina, i piatti

Tutto è fatto in casa, dalle paste ai dolci, con mano leggera e in porzioni ricche, ruotando attorno a un menu che è sostanzialmente stabile, ma si arricchisce su prenotazione di piatti che, se la definizione non fosse ormai lisa, si potrebbero dire «di culto» quali il galletto in padella, la frittura di coniglio, la lepre. Se in zona si trovano tartufi, allora si potrà gustare la polenta morbida col prezioso tubero; se ci sono funghi, ecco i crostini, l’insalata coi porcini e Parmigiano, le classiche preparazioni. Ora, per antipasto, giardiniera e salumi misti selezionati con cura. La sorpresa è quella di un’ottima cicciolata, come è ormai difficile trovare: ricca del suo rustico sapore addomesticato da un’insolita morbidezza che la fa quasi sciogliere in bocca; buono anche il salame in due stagionature, e anche questa è cosa rara a trovarsi, mentre era ancora giovane la coppa. Prosciutto e spalla cruda (spallaccio) degni della loro fama. E’ tempo di funghi prugnoli, il fungo di San Giorgio, e il matrimonio coi tagliolini è perfetto: sapori lievi e erbacei si addolciscono con la buona pasta all’uovo, soda e elastica e nel condimento in bianco. Altrettanto felice il connubio dei prugnoli coi panciuti tortelli di patate e ricotta, leggeri e profumati con la pasta di giusto spessore. E ancora: anolini col ripieno di carni miste in brodo, tortelli di erbetta, di zucca, alla boscaiola. Ai secondi, carni al forno: coppa e costine di maiale, punta arrosto, anatra e buona faraona, morbida e suadente, in generosa porzione. C’è anche quello che forse è l’ultimo bollito misto di stagione: testina e lingua, paletta di manzo, gallina, gommoso cotechino con le tre salse canoniche, la purée di patate. Verdure cotte, grigliate o crude e patate arrosto come contorni.

Per finire

Qualche caciotta nostrana o i dolci: la crostata di amaretti e mandorle, quella con la marmellata di pesche, la torta di ricotta e cioccolato, quella di mele calda, la sbrisolona o, da non dimenticare, il dolce Amore, specialità della casa imbevuta di rhum e generosa di crema e cioccolato. I prezzi: coperto 1,50 euro; antipasti 10; primi 10; secondi 10-12; contorni 3,50; dolci 4. Menu non esposto, ingresso, bagni, parcheggio comodi.

Non mancate

Tortelli

Antipasto

Salumi Ben selezionati: ottima, morbida cicciolata, salame in due stagionature, prosciutto, spallaccio, coppa e giardiniera

Primo

Tortelli Di patate e ricotta coi profumati funghi prugnoli di stagione: un piatto lieve con pasta di giusto spessore

Secondo

Bollito misto Forse l’ultimo in stagione. Con la testina e la lingua, la paletta di manzo, il cotechino, le salse

Dessert

Dolce amore È la specialità della casa: al cucchiaio, ricco di crema e cioccolato, una robusta dose di rhum

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