Cucina
Cantina
Qualità / Prezzo
Il ristorante
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Chiusura
Il copione è rimasto lo stesso, la messa in scena sempre condotta con molto mestiere, leggerezza, empatia. L’oste-patron si muove sul palcoscenico del «Colibrì» con sperimentato saper fare nel mettere l’ospite nelle migliori condizioni per godere del pranzo. Nessun menu scritto, stessa cosa per la carta dei vini: così si accende il dialogo, si stimola l’attenzione e pazienza se in qualche caso occorrerà ripetere. I prezzi restano ignoti, ma alla fine il conto sarà sempre onesto e contenuto. Si arriva in questa casa nascosta nel verde prendendo da Traversetolo per San Polo e, allo slargo sulla destra con l’indicazione Guardasone, imboccando la strada immediatamente precedente indicata come chiusa. Le colonne e i mattoni stuccati dicono che la sala doveva essere una stalla ora arredata con sobrietà, tavoli ben preparati, bottiglie e casse di vino ovunque. La cantina è ben fornita, anche con etichette famose, e il patron pratica una personale ricerca per vini di qualità e prezzo conveniente.
La cucina, i piatti
Ritrovo i piatti, con minime variazioni, dell’ultima visita di quattro anni fa, la stessa cura per i prodotti, lo stile di cucina improntato al rispetto della tradizione e ai sapori conosciuti. Appena seduti ecco un assaggio di dolce Parmigiano, poi una polentina morbida con ruffiana fonduta di Gorgonzola, un calice di fresco e gradevole aperitivo da un taglio di malvasia e spergola che il patron ha fatto fare per il ristorante: la bottiglia è aperta al tavolo e lì resta. Resta sul tavolo anche il tagliere con salame e coltello: impronta artigianale e media stagionatura, quindi buon prosciutto e soprattutto ottima spalla cotta calda tagliata al coltello in fette spesse, che l’oste garantisce essere fatta proprio per lui da un artigiano fidato. Il tutto con mostarda di mele cotogne e piccoli pezzi di torta fritta. Ai primi piatti la scelta è molto ricca: anolini in brodo serviti in zuppiera; tortelli di erbetta e di zucca alla parmigiana (zucca, amaretti, noce moscata) anche in bis; ravioli di carne o di radicchio; tagliolini al tartufo; passatelli in brodo fatti al momento con una nota di limone; gnocchi di patate; pasta e fagioli con maltagliati; monoporzione di bomba di riso dalla crosticina croccante e il leggero condimento di piccione. Tra i secondi, trippa alla parmigiana e rosa di Parma; brasato, tagliata e battuta di manzo; costolette di agnello impanate fritte o alla griglia; dolce cotechino dal sapore levigato e pulito con purée di patate e crema di zabaione al rhum; sodo e saporito coniglio nostrano fatto andare in padella con cipolla e olive verdi.
Per finire
Si chiude con le torte secche della casa accompagnate da una ciotola della medesima crema al rhum del cotechino e da un calice di moscato di Sicilia: ricca sbrisolona, suadente torta Susanna, crostata con marmellata di arance amare; ghiotta torta con pere e cioccolato. Gli amari, i distillati e il conto tutto compreso di 45 euro. Menu non esposto, ingresso e parcheggio comodi, bagni al piano superiore.
Non mancate
Spalla cotta, coniglio alle olive
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