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Bisogna meritarselo il «Castello dell’Elfo» che se ne sta appartato, quasi nascosto in mezzo al verde e alla fine di una stradina ghiaiata. Come se lo sono meritato Camilla e Gianluca Melegari (cuoca e oste «castellano») che con molto lavoro e altrettanta passione hanno recuperato una costruzione semi diroccata abbandonata da anni e l’hanno trasformata in un luogo per pranzi e feste con sale e salette arricchite da affreschi, oggetti d’epoca, atmosfera calda e romantica dove, assieme ai genitori, officia in sala la giovane Matilde, mentre il suo compagno è in cucina con Camilla. Si arriva da Lesignano Bagni e salendo, dopo la strettoia nel centro del paese, verso Rivalta: qualche curva, la minuscola indicazione sulla sinistra e la stradina che scende fino al parcheggio. Si pranza nella grande sala col camino acceso, tavoli distanziati, tovaglie fino al pavimento: subito menu e una carta dei vini di grande respiro, ma ridotta e adeguata ai piatti della proposta stagionale, mentre la carta completa ha circa un migliaio di etichette, vari formati e annate, da Italia e paesi del mondo.
La cucina, i piatti
Cucina di fantasia e ispirazione moderna che, rispetto agli anni passati, applica la virtù della sottrazione e trova un felice equilibrio di ingredienti in piatti sempre tendenzialmente dolci, rispettosi delle materie prime, ben costruiti. Pani ai cereali e al pomodoro e, quale benvenuto della cucina, il finto uovo, dove il tuorlo è di zucca e l’albume è crema di Parmigiano e lamelle di tartufo nero: sapori, armoniosi e caldi. Agli antipasti, nella selezione dei salumi, incuriosisce (e in parte delude) la coppa marinata e massaggiata al Lambrusco; non tradisce mai, per pulizia e eleganza, la scaloppa di foie gras appoggiata su pain brioche e accompagnata da prugne ripiene di foie gras avvolte nella pancetta, cipolla caramellata, mostarda di frutti di bosco. Bene anche la crema di zucca e morbida seppia con broccoli, mandorle, pancetta croccante. E ancora: taco con vecchia di cavallo; spiedino di pesce spada, acciughe, capperi, insalata d’arance. Ai primi ha i sapori del mare la lasagnetta aperta di pasta al nero di seppia con sgombro, vongole e gambero rosso; i maccheroni cacio, pepe e cozze giocano sul sottile equilibrio tra lo iodio dei mitili e la crema gentile che li condisce. Altri primi sono i tortelloni di patate, soffritto, Lardo di Colonnata; i ravioli d’anatra in pasta al cacao; le pappardelle ai porcini. Sarebbe una proposta banale il guanciale di manzo, ma la cottura alla birra doppio malto dà rilievo al sapore che si addolcisce nella crema di zucca e patate, nella cipolla caramellata e viene stuzzicato dalla chips di cavolo nero. Vanno via lisci i tranci di branzino avvolti nel prosciutto crudo con olio di pomodoro, melanzane arrostite, datterini.
Per finire
Degustazione di formaggi (15-18 euro) e i dolci: la zuppa inglese; il biscotto ai porcini con zucca al cioccolato e crema di caprino; il bavarese al cioccolato bianco; la rassicurante torta della nonna: noci, burro e caffè. I prezzi: coperto 4 euro; antipasti 14-20; primi 16-20; secondi 22-24; dolci 10; degustazione 65. Menu non esposto, ingresso e parcheggio comodi, bagni con gradini.
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