Fossero altri tempi e come urgenza sanitaria avessimo solo raffreddori e raucedine, non c’andrebbe poi nemmeno tanto male, ma tra quarta ondata (le altre tre sono andate a sbattere da qualche parte…) e terza inoculata dose pronta a venire, anche la più classica delle liste-regalo, quella di Natale, sarà necessariamente differente.
Fosse anche solo un delirio, figlio, che so, di un vaccino antinfluenzale con annesso collaterale, proviamo a metter giù un «listone Covid Christmas 2.0 Addobbi Natalizi e desideri» che ci dia una illuminata visione di come potremmo allestire le Festività in arrivo.
Punto primo: per un regalo utile a tutti e a tutti (probabilmente) gradito, un bel saturimetro di ultima generazione, con tanto di led luminosi per misurare ossigenazione del sangue, battito cardiaco, pressione e temperatura, che se ne acquistiamo 4 o 5 possiamo metterli anche sull’albero al posto delle solite pignatte argentate.
Alla stessa maniera, dotiamoci di una nutrita serie di tamponi nasali, che una volta utilizzati se no vax (ma andò vax se il tampone non lo fax…) si possono bellamente mettere in mostra sull’abete del soggiorno al posto delle tristanzuole candeline con luce votiva che fan subito lapide marmorea che dai Defunti ci siamo usciti da poco.
Basta con le solite Play Station, avanti col Termo Scanner in varie tonalità che fa tanto «Ritorno al futuro», niente più carillon con «Happy Christmas» e Babbo Natale che esce di casa con la renna, fa il giro e torna dentro, ma un bel dispenser con igienizzante, pronto ad essere “sparato”, previa pressione, insieme ad acconci coriandoli argentati, ogni qual volta si teme che non bastino distanziamento e mascherine.
A proposito, di gran tendenza una “lenzuolata” di mascherine, dalle chirurgiche a quelle ffp2 a quelli semi tarocche fatte da chiunque, quelle che se osi solo lavarle si stingono fino all’anemia cromatica, ma che possono venir buone per fare, che so, un cielo di stelline a nuvolette sospese o accartocciate pronte per il cestino, donar loro nuova vita inserendole nel presepe come piccole rocce, o come innocenti cumuli di neve (finta, ovvio, che c’è di vero ormai ?).
E basta anche con le regalie culinarie e da gourmet, via lo zampone e avanti con un bel composé di integratori alimentari, quelli che “aiutano le difese immunitarie” (beh, vogliamo dir di no a chi ci tende una mano???), mentre, se vogliamo fare veramente un regalone indimenticabile, facciamoci conquistare da una piantana, alta almeno un metro, atta alla verifica del Green pass, che, metti un veglione casalingo con uso mordace di musiche alla bisogna, trasforma il bilocale nella più torrida delle balere da cercare nella nebbia dicembrina.
Per i più estrosi o ipocondriaci si pensi ad una tessera, con tanto di sconto in preventivo, da utilizzarsi in casi estremi se non letali: anche le pompe, quelle funebri, non sono più quelle di una volta…
Buona domenica.
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