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LUNIGIANA

Il Barocco inaspettato: due giorni di visite guidate a Pontremoli

Alla scoperta di palazzi, ville e chiese nel weekend 11-12 aprile

Il Barocco  inaspettato

18 Febbraio 2026, 09:48

Alcuni luoghi sono scrigni con un contenuto inaspettato e prezioso. Palazzi che nascondono tesori di arte e storia. Tesori del barocco, in luoghi non sempre visitabili. Capita a Pontremoli. E non capita per caso.

Sabato 11 e domenica 12 aprile va in scena «Pontremoli Barocca»: palazzi del centro aperti per l’occasione dai proprietari che ancora vi abitano, antiche residenze di campagna e chiese sono le tappe di due giorni di visite guidate, alla scoperta delle collezioni messe insieme dalle famiglie storiche di Pontremoli.
Fra Seicento e Settecento, Pontremoli accresce rango e importanza nei commerci. Le principali famiglie di mercanti creano palazzi e ville, «importando» l’arte barocca grazie agli artisti cremonesi e toscani. Ed è così che gli eredi dei capitani di ventura del '400 diventano nobili.
Una nuova dimora può nascere accorpando case torri medievali che danno sulla piazza principale. È il caso di Palazzo Pavesi-Ruschi Noceti. Stanze e corridoi sono dipinti con l’arte della quadratura; si cammina ammirando soffitti eleganti, delicati colori pastello, ritratti di famiglia, mobili in stile, il letto a baldacchino e l’immancabile fortepiano. E fra i cimeli di famiglia, su un elegante tavolino, spunta un documento del ‘700 che testimonia i rapporti con Parma. 

A poca distanza, la famiglia Dosi Delfini rade al suolo le vecchie abitazioni; l’effetto architettonico è opposto: nasce un palazzo - oggi Dosi Magnavacca - con un grande cortile interno, la scalinata e un enorme salone decorato con i miti greci. Achille, Ade, il ratto di Europa, Prometeo: figure che sembrano uscire dai dipinti per dirigersi verso chi li guarda. Arte e ironia: in uno degli affreschi, il proprietario si fa ritrarre nelle vesti di Bacco.
Gli affreschi che adornano i saloni, l’arte della quadratura, così come le statue e decine di quadri e ritratti sono un fil rouge di queste dimore. Anche quando sono ville di campagna. Quella dei Dosi Delfini è immersa nel verde. Al termine di una lunga strada alberata, accoglie i visitatori con uno scalone a tenaglia. Dai corridoi alle stanze, tutto è realizzato in base a geometrie ben calcolate. E le epoche hanno lasciato il segno. Nella collezione di quadri spuntano i ritratti dei duchi di Parma e Piacenza: Francesco Farnese e la seconda moglie Dorotea Sofia di Neoburgo. Nel 1714 alloggiarono qui, scendendo dal passo Centocroci con il corteo nuziale di Elisabetta Farnese. Accanto al Barocco, ecco uno spazio con le cineserie dell’Ottocento; in un’altra sala spunta un biliardo. Se qui spiccano gli interni, il punto di forza di villa Pavesi Negri Baldini è il giardino. Nel borgo rurale di Scorano, ecco il suo «Giardino dei riccioli». Dall’abitazione si passava a uno spazio protetto da mura un tempo affrescate, con una fontana e sedute per trascorrere le ore appartati, al riparo da sole e vento. Nella parte alta, ecco i percorsi fra piante, siepi e fontanelle. E una magnifica vista su tutta la vallata. 

Luoghi di arte e luoghi di fede. Cammini nelle viuzze del centro e, sull'altra riva del Magra, trovi l’Oratorio di Nostra Donna. Quando l'oratorio mariano fu distrutto dalla furiosa piena del 1732, le famiglie si tassarono per ricostruirlo. L’immagine rinascimentale, risparmiata dalle acque, è sopra alla statua barocca della Madonna. Fra pitture e fini decorazioni, fra gli altari e i confessionali «a scomparsa» nel muro, è rimasto praticamente inalterato. Chiuso per buona parte dell’anno, è una visita non perdere.
Così come il Convento di San Francesco, con una Biblioteca antica e l’Erbario settecentesco restaurato, novità di questa edizione. Nella chiesa di San Francesco ogni angolo, altare e antico dipinto cela una storia tutta da scoprire. Da una scala laterale si accede agli ampi corridoi che furono del seminario. Nell’aula di storia e scienze, su pareti e soffitto sono dipinti gli schemi sul cosmo, i venti e la mappa dell’Europa pre-1914. E in biblioteca gli scaffali custodiscono antichi volumi ancora consultabili per gli studiosi, fra i quali alcuni testi bodoniani. Una sorpresa nella sorpresa: sotto il vasto complesso si cela un chiostro del Trecento. Alcune colonne sono tornate alla luce, ma tanto resta da fare. Altri tesori tutti da scoprire in futuro.

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