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AFFITTI «FACILI»

Case vacanza, è boom anche a Parma

24 agosto 2019, 05:07

Case vacanza, è boom anche a Parma

LUCA MOLINARI

A Parma è boom per le case vacanza. Il fenomeno degli affitti brevi è in forte crescita anche nella nostra città e, più in generale, nell’intero territorio provinciale. Complice l’aumento del turismo e le molteplici opportunità che offre questo nuovo business.

Per i proprietari di immobili le locazioni brevi rappresentano un'importante fonte di reddito - nonostante sia piuttosto complesso districarsi tra le norme previste a livello regionale e nazionale, soprattutto per chi decide di dar vita a una vera e propria attività imprenditoriale - mentre per gli inquilini un modo per fare vacanze a prezzo contenuto e sentirsi sempre a casa.

Le richieste che giungono al Comune sono in costante crescita, affiancate dal fenomeno del «nero», frenato soltanto parzialmente dalle normative sempre più stringenti.

In città le comunicazioni relative all’attivazione di «appartamenti ammobiliati per uso turistico» nei primi sei mesi di quest’anno sono state oltre una cinquantina, mentre lo scorso anno ottantaquattro; nel 2017 invece sessantadue, mentre nel 2016 quarantaquattro, circa la metà rispetto al 2018.

Non solo. Sono circa seicento gli annunci di Airbnb (il portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare) attivi nel solo territorio del Comune di Parma, in crescita del 36% rispetto allo scorso anno.

Nel 2018 attraverso il portale sono stati ospitati in città circa 23.000 visitatori, con una crescita del 33% e una durata media del soggiorno di 2,6 notti.

Sempre nell’ultimo anno, i proprietari degli immobili destinati ad affitti brevi hanno condiviso la propria casa per 38 notti, con un ricavo mediano di circa 3.275 euro.

«Questi dati ci dicono chiaramente che Parma sta diventando una terra a vocazione turistica – commenta Cristiano Casa, assessore al Turismo – Ai nostri uffici arrivano costantemente richieste anche per l’apertura di nuove strutture alberghiere, bed and breakfast e case vacanze. Significa che l’attività di promozione turistica finora portata avanti dall’amministrazione comunale, assieme agli altri attori del territorio, sta portando frutto».

Parma Città della gastronomia Unesco e Parma capitale italiana della cultura 2020 rappresentano rispettivamente un riconoscimento e un’occasione molto significative per aumentare ulteriormente il turismo in città e in provincia. «A dare grande slancio alla nostra vocazione turistica – prosegue Casa – è stata la creazione di un club di prodotto legato a Parma city of Gastronomy Unesco, del quale fanno parte produttori, ristoratori, botteghe, alberghi e operatori che hanno deciso di scommettere sul turismo. Grazie a questo sforzo oggi Parma ha un prodotto turistico spendibile in tutto il mondo. E i risultati iniziano a premiare l’impegno del nostro territorio».

A questo va unita una grande creatività e spinta all’innovazione da parte dei produttori di Prosciutto e Parmigiano. «Due anni fa partiva da piazza Garibaldi per un tour dei prosciuttifici e dei caseifici del territorio una sola auto carica di turisti – ricorda Casa – Oggi invece ogni giorno parte almeno una corriera da venti persone. Una buona amministrazione deve creare le condizioni per sviluppare il turismo, ma devono essere i privati a metterci creatività e impegno».

Significativi anche i risultati ottenuti attraverso l’introduzione dell’imposta di soggiorno. «Tutti gli introiti sono investiti in cultura e turismo – spiega l’assessore – Si tratta di un’entrata fondamentale per promuovere il territorio e compiere il necessario salto di qualità».

In merito al fenomeno delle case vacanza, secondo Casa, è necessario evitare lo svuotamento dei centri storici. «Servono misure a tutela della convivenza nei centri storici ed è fondamentale che vengano rispettate le regole - commenta - Chi fa questa attività deve regolarizzarsi e rispettare le disposizioni in materia. A tal proposito stiamo attivando controlli su questi nuovi fenomeni, per stroncare forme di abusivismo».

 

 

 

 

 

 

I sindacati: fenomeno da regolamentare

 

«Non stipuliamo contratti di affitto breve per scelta. Si tratta di un fenomeno che vediamo con preoccupazione, da regolamentare in maniera diversa per non rischiare di avere città piene di case vacanze, ma senza appartamenti per famiglie e lavoratori».

E’ chiaro Corrado Turilli, segretario del sindacato degli inquilini Sunia. «Le richieste che ci arrivano per gli affitti brevi sono in costante aumento – spiega – Tanti proprietari si rivolgono a noi, ma per scelta del Sunia nazionale, non stipuliamo questo tipo di contratti». Secondo il Sunia infatti «è ingiusto equiparare il livello di tassazione (cedolare secca, ndr) tra chi fa locazione durevole a famiglie e lavoratori, impegnando la propria abitazione per anni, con chi invece affitta a cifre molto più alte, soltanto per alcuni mesi, a fini turistici». «E’ ovvio che tutti i proprietari che possiedono immobili in centro storico o in zone nevralgiche come quelle vicine all’ospedale, optino per gli affitti brevi – prosegue Turilli – Non vogliamo mettere in croce i proprietari di immobili, ma riteniamo che questo fenomeno vada regolamentato in modo diverso rispetto a quanto avvenuto finora, altrimenti in futuro avremo una città piena di case per affitti brevi, ma senza alloggi per famiglie e lavoratori».

Secondo il Sunia, già oggi chi arriva da fuori città e cerca una casa in affitto, fatica a trovarla. «Ci sono persone che cercano una casa in affitto da oltre un anno, ma non trovano nulla ad eccezione delle case vacanze – osserva Turilli – Bisogna cercare di mantenere parte del patrimonio abitativo per le locazioni fisse».

Sempre più numerose anche le consulenze fornite per le case vacanze dall’ufficio locazioni Caf Cisl. «Le richieste più frequenti - fanno sapere - sono il calcolo del canone concordato, che permette la stipula di contratti brevi fiscalmente vantaggiosi, e quello delle spese reali relative a tasse, Imu, imposte di registro. Il nostro obiettivo è quello di aiutare il cliente a districarsi nelle difficoltà di stipula e registrazione del contratto senza rischi di imposte aggiuntive e sanzioni. Gli affitti brevi sono, in buona sostanza, la nuova frontiera della locazione».

Confedilizia invece si sofferma sulle numerose e severe regole previste dalla Regione e dal Decreto Crescita per regolamentare gli affitti brevi. Regole che, secondo la vicepresidente Laura Acquistapace, frenano il ricorso a questo tipo di locazione da parte dei piccoli proprietari. «Diversi associati sono venuti a chiedere informazioni a riguardo – spiega – ma le regole previste dalla Regione e dal Decreto Crescita, rendono l’affitto di appartamenti per fini turistici un vero e proprio lavoro». «In primis – precisa – è stato introdotto un bollino di qualità “antifurbetti”; è necessario ottenere un codice identificativo all’Agenzia delle Entrate, da utilizzare negli annunci affinché il fisco possa verificare che il proprietario paghi le tasse». «In più - conclude - bisogna pagare la tassa di soggiorno e comunicare alla Questura entro 24 ore i nomi di chi occupa la propria abitazione».

L.M.

 

 

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